Uno stile di vita sano può ridurre il rischio di deterioramento cognitivo. Lo studio

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Questo legame sarebbe indipendentemente dalla presenza di una particolare mutazione del gene Apoe associata alla malattia di Alzheimer. È quanto emerso da un nuovo studio della Duke Kunshan University di Jiangsu, in Cina

Uno stile di vita sano ha un impatto positivo sulla salute cerebrale anche in tarda età. Tra gli anziani riduce il rischio di deterioramento cognitivo, indipendentemente dalla presenza di una particolare mutazione del gene Apoe associata alla malattia di Alzheimer. È quanto emerso da un nuovo studio condotto da un team di ricercatori della Duke Kunshan University di Jiangsu, in Cina, secondo cui gli over 80 con stili di vita sani o mediamente sani correrebbero un rischio significativamente minore di avere un deterioramento cognitivo rispetto ai coetanei con uno stile di vita malsano.

Lo studio nel dettaglio

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Per compiere lo studio, descritto sulle pagine della rivista Plos Medicine, il team di ricerca è partito dai risultati di una precedente analisi sul tema. La ricerca suggeriva che negli individui a rischio genetico basso e intermedio legato ad Apoe, i profili di stile di vita più sani sarebbero correlati a un rischio inferiore di demenza rispetto ai profili genetici più sfavorevoli. Il nuovo studio, basato sull'analisi dei dati di oltre 6mila anziani di età superiore ad 80 anni, ha dimostrato, invece, che l'associazione tra stile di vita e deterioramento cognitivo non sembra variare in modo significativo in base allo stato della mutazione del gene Apoe. "In questo studio, abbiamo osservato che uno stile di vita più sano era associato a una migliore funzione cognitiva tra i più anziani, indipendentemente dal genotipo Apoe", hanno spiegato gli autori.  

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Per avere uno stile di vita sano è fondamentale dedicare del tempo all’attività fisica, che secondo un recente studio pubblicato sul Journal of Alzheimer’s Disease ha un impatto positivo anche sul cervello degli anziani con una leggera perdita di memoria, perché ne aumenta l’afflusso di sangue e l’ossigenazione. “Abbiamo dimostrato per la prima volta con un esperimento randomizzato che negli anziani l’esercizio fisico porta un flusso maggiore di sangue verso il cervello”, ha spiegato Rong Zhang, professore di neurologia alla University of Texas Southwestern e coautore dello studio. I risultati ottenuti “fanno parte di un corpo crescente di prove che collega l’esercizio alla salute del cervello”, conclude l’esperto.

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