Sviluppato il primo batterio sintetico inattaccabile dai virus

Salute e Benessere
W. Robertson, MRC Laboratory of Molecular Biology

Non sa leggere il codice genetico dei virus: caratteristica che gli consente di bloccare all'origine il meccanismo dell'infezione. Il risultato, descritto su Science, si deve a un team di ricercatori del britannico Medical Research Council

Sviluppato in laboratorio il primo  batterio sintetico inattaccabile dai virus. Il risultato si deve a un team di ricercatori del britannico Medical Research Council.
Come descritto sulle pagine della rivista specializzata Science, questo batterio è stato modificato geneticamente in modo da non saper leggere il codice genetico dei virus: caratteristica che gli consente di bloccare all'origine il meccanismo dell'infezione. Il risultato potrebbe aprire la strada allo sviluppo di microrganismi dal patrimonio genetico modificato da trasformare in fabbriche di farmaci come antivirali, antibiotici o antitumorali, o di nuove plastiche biodegradabili.

Lo studio nel dettaglio

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Nel corso dello studio, il team di ricerca coordinato da Wesley E. Robertson e da Jason W. Chin ha modificato geneticamente uno dei batteri più comuni, l'Escherichia coli: al suo codice genetico sono stati aggiunti diversi amminoacidi assenti in natura. Nello specifico, i ricercatori hanno modificato i pacchetti nei quali è organizzata l'informazione genetica, rimuovendo e sostituendo con sequenze artificiali alcuni pacchetti (codoni), che  contengono le istruzioni necessarie per fabbricare le proteine, e alcune sequenze di una particolare molecola chiamata Rna di trasferimento (tRna). Così facendo sono riusciti a ottenere un batterio che non sa leggere il codice genetico dei virus. Questi ultimi per riprodursi, come spiegato dagli autori, sfruttano proprio la capacità delle cellule di comprendere tutti i pacchetti di informazione del loro genoma. Di conseguenza quando il virus entra nella cellula non trova nessun aiuto per replicarsi e l'infezione non avviene.

 

Possibili applicazioni

 

Secondo il genetista Giuseppe Novelli, dell'Università di Roma Tor Vergata, il risultato "è una conquista della biologia sintetica" ed è "la nuova tecnologia che ci consente non solo di leggere il DNA o di modificarlo per la terapia genica, ma anche di riscrivere il codice, modificandolo per ottenere proteine non esistenti in natura sulla base dei 20 aminoacidi conosciuti, ma proteine contenenti come in questo caso, tre distinti amminoacidi non canonici e riprogrammare le nostre cellule a tradurre diversi eteropolimeri nuovi con diverse e sconosciute funzioni". Secondo i ricercatori, questi batteri sintetici potrebbero portare "benefici alla biologia e alla medicina grazie alla produzione di nuovi farmaci", come antivirali, antibiotici e farmaci anticancro. Il prossimo obiettivo è quello di "utilizzare questi batteri sintetici per costruire grandi polimeri sintetici per nuovi materiali e nuovi farmaci, come plastiche biodegradabili che possano dare un contributo alla bioeconomia circolare".

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