Covid, Iss: nel 2020 aumentato fino al 250% il consumo di alcolici in casa

Salute e Benessere

Secondo le stime dell'Istituto Superiore di Sanità, gli acquisti su canali online di e-commerce, per il settore delle bevande alcoliche hanno "conosciuto un'impennata nel 2020 tra il 181 e il 250% nell'home delivery"

Il lockdown non ha fermato il consumo di alcolici. Al contrario, l'isolamento ha portato a "un incremento di consumo incontrollato spesso in compensazione della tensione conseguentemente alla quarantena" e il mercato ha rafforzato "nuovi canali alternativi e anche meno controllati relativamente al divieto di vendita a minori", cambiando anche le abitudini degli italiani. Lo evidenziano i nuovi dati sul consumo di alcol durante la pandemia Covid diffusi dall'Istituto Superiore di Sanità, che saranno discussi in data odierna, 14 maggio, nel corso del webinar dedicato all'Alcohol Prevention Day 2021. Secondo le stime dell'Iss, gli acquisti su canali online di e-commerce, per il settore delle bevande alcoliche hanno "conosciuto un'impennata nel 2020 tra il 181 e il 250% nell'home delivery, con un aumento dei consumi domestici registrati in più settori".

Alcol: consumo favorito da aperitivi digitali

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L'isolamento, precisa l'Iss, ha portato a "un incremento di consumo incontrollato, anche favorito da aperitivi digitali sulle chat e sui social network, spesso in compensazione della tensione conseguente all'isolamento, alle problematiche economiche, lavorative, relazionali e dei timori diffusi nella popolazione resa sicuramente più fragile dalla pandemia". D'altro canto, segnala l'Istituto Superiore di Sanità, i servizi di alcologia e i dipartimenti per le dipendenze e di salute mentale, a causa delle chiusure obbligate, "hanno registrato una crescita di difficile gestione prima, durante e dopo i lockdown per la scarsità delle risorse a disposizione, per la quantità di richieste inevase a causa delle restrizioni anti-Covid-19 e per l'impreparazione relativa a soluzioni digitali, solo tardivamente introdotte".

Aumentati nel 2020 i consumatori dannosi

I dati Iss segnalano, inoltre, nel corso dell'ultimo anno un incremento (da 1,46% a 1,80%) dei consumatori dannosi, ovvero delle persone con un danno d’organo e/o con un Disturbo da Uso di Alcol (DUA), "con aumenti particolarmente preoccupanti per la popolazione anziana maschile, per la quale il valore è aumentato del 22,7%".
In generale, preoccupa l'aumento delle giovani consumatrici a rischio (le 14-17enni), registrato nel 2020, che superano per numerosità, per la prima volta, i loro coetanei maschi. "E questo in un quadro complessivo d'incremento del consumo sbagliato di alcol tra le donne di tutte le età e di un incremento tra gli uomini nella fascia 35-60 anni", segnala l'Iss.
"Alla luce dei dati riportati", ha concluso Emanuele Scafato, direttore del Centro Oms per la ricerca sull'alcol e dell'Osservatorio Nazionale Alcol dell'Iss, "il day after della pandemia deve potersi connotare per attivazione di risorse e strategie che mirino all'era post Covid-19 con nuovi modelli d'intercettazione dei rischi da alcol, favorendo la formazione del personale sanitario e attivando nuove strategie di prevenzione, anche attraverso un rinnovato Piano Nazionale Alcol".

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