Tumore al colon, scoperto possibile legame con metastasi al fegato: lo studio

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Secondo uno studio dell'ospedale Humanitas di Rozzano (Milano) la causa della proliferazione di metastasi dal tumore del colon al fegato starebbe nel microbiota: i batteri sarebbero in grado di “entrare” nel tumore, modificare la barriera del colon, migrare nel fegato e creare un ambiente favorevole allo sviluppo di nuove cellule tumorali

Perché i pazienti con tumore del colon talvolta sviluppano metastasi al fegato anche dopo l'intervento per rimuovere la neoplasia e senza altri campanelli d’allarme? Una possibile risposta arriva da un nuovo studio condotto nell'ospedale Humanitas di Rozzano (Milano), in collaborazione con l'Istituo Europeo di Oncologia (Ieao) di Milano. Il team di ricerca, come descritto sulle pagine della rivista specializzata Cancer Cell, ha scoperto che la causa della proliferazione di metastasi dal tumore del colon al fegato starebbe nel microbiota, la popolazione batterica che vive nell'intestino. Nello specifico, i batteri sarebbero in grado di “entrare” nel tumore, modificare la barriera del colon, migrare nel fegato e creare un ambiente favorevole allo sviluppo di nuove cellule tumorali.

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La ricerca dimostra che "la proliferazione di metastasi dal tumore primario al fegato dipende da quattro eventi: la modifica della barriera vascolare intestinale; la migrazione di batteri del microbiota dal tumore primario al fegato; la formazione nel fegato di una nicchia pre-metastatica e infine il richiamo delle cellule tumorali nel fegato e l’inizio del processo di metastasi", ha spiegato la professoressa Maria Rescigno, responsabile del Laboratorio di Immunologia delle mucose e microbiota di Humanitas e coordinatrice dello studio, sostenuto da Airc. Per compiere lo studio, il team di ricerca è partito dall'ipotesi che le cellule tumorali non arrivino nel fegato solo attraverso i vasi linfatici, ma anche tramite i vasi sanguigni. Solitamente, infatti, la metastatizzazione di un tumore del colon avviene attraverso i linfonodi drenanti nel fegato o nei polmoni, ma talvolta accade che i pazienti, nonostante non abbiamo mostrato metastasi nel linfonodo nel controllo di routine effettuato dopo l'operazione per rimuovere il tumore, in seguito sviluppino metastasi al fegato.
"Ci siamo chiesti come questo possa avvenire. Per capirlo abbiamo svolto uno studio retrospettivo sui tessuti di pazienti già operati", ha spiegato Rescigno.
Il team di ricerca è così riuscito a identificare il batterio responsabile della migrazione dal colon al fegato e il biomarcatore che segnala le modificazioni a livello vascolare. "Abbiamo verificato che tutti i pazienti con metastasi al fegato avevano un aumento di questo marcatore già nel tumore del colon, quindi prima che si manifestassero le metastasi", ha precisato Rescigno. Questa scoperta sarà utile in futuro per aiutare a predire se una persona potrà sviluppare metastasi al fegato e conseguentemente a costruire il percorso terapeutico più adatto.

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