Covid, Brusaferro: "Italia raggiunto plateau. Decrescita lenta"

Salute e Benessere

A sottolinearlo è stato il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, nel corso della consueta conferenza stampa sull'analisi del monitoraggio settimanale della Cabina di regia. "Rt è in decrescita ma 8 regioni lo hanno sopra l'1, mentre le terapie intensive si stanno stabilizzando sul 41% di occupazione ma sempre sopra la soglia di allerta del 30% e c'è un sovraccarico dei servizi sanitari", ha aggiunto

Nel corso della consueta conferenza stampa organizzata dal Ministero della Salute e dall'Istituto Superiore di Sanità (Iss) sull’analisi del monitoraggio settimanale della Cabina di regia, Silvio Brusaferro, il presidente dell’Iss, ha parlato dell’andamento della pandemia di Covid-19. "La curva in Italia ha raggiunto un plateau mentre negli altri Paesi c'è una ricrescita. C'è in Italia una decrescita lenta e la maggioranza delle regioni è in decrescita per l'incidenza, tuttavia ci sono ancora alcune Regioni in crescita", ha dichiarato. "Rt è in decrescita ma 8 regioni lo hanno sopra l'1, mentre le terapie intensive si stanno stabilizzando sul 41% di occupazione ma sempre sopra la soglia di allerta del 30% e c'è un sovraccarico dei servizi sanitari. Anche l'incidenza è sempre elevata e circolano molto le varianti. Quindi bisogna adottare ogni misura utile per il contenimento del contagio", ha aggiunto Brusaferro.

Brusaferro: "Età media sotto i 50. Crescono gli asintomatici"

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Commentando nel dettaglio gli ultimi numeri dell'emergenza sanitaria legata alla diffusione del coronavirus in Italia, Brusaferro ha poi osservato che "c'è una decrescita dei casi nella popolazione generale". "L'età media dei casi rimane sempre sotto i 50 anni e crescono gli asintomatici. La decrescita dei casi sta coinvolgendo tutte le fasce d'età, inclusi i giovani, tenendo però conto della chiusura delle scuole", ha aggiunto Brusaferro.

 

 

Brusaferro: "Ci aspettiamo inizio decrescita decessi"

 

Il presidente dell’Iss ha spiegato anche che il livello di occupazione nelle terapie intensive "si sta stabilizzando intorno al 41% e siamo quindi arrivati sostanzialmente ad un plateau, così come per le aree mediche". "In generale prima si muove Rt, poi incidenza e ricoveri e per ultimi si muovono i dati sulla mortalità. Quindi ci attendiamo che inizino a decrescere anche i decessi", ha precisato Silvio Brusaferro.

 

Brusaferro: "Procedere verso riaperture ma con cautela"

 

Secondo il presidente dell’Iss "è importante procedere verso lo scenario di riaperture che tutti auspichiamo ma con grande cautela e flessibilità". "In questo contesto non esistono soglie definite per riaprire, ma esistono modelli e indicatori come il numero progressivo di popolazione vaccinata, la circolazione delle varianti e il livello che rende possibile il tracciamento di 50 casi per 100mila", ha aggiunto Brusaferro.

 

Rezza: "Oggi 460 decessi, 718 per aggiustamento numeri"

 

Nel corso della conferenza stampa è intervenuto anche Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute.  
"Oggi vediamo circa 19mila positivi e decessi ancora elevati. In realtà però il dato delle morti non è 718 ma 460. Si tratta infatti di un aggiustamento perchè la Sicilia ha caricato dati antecedenti pari a 258 decessi. I decessi sono quindi 460, che resta comunque un numero ancora elevato", ha dichiarato Rezza.

 

Rezza: "Massimo sforzo per completare vaccinazione anziani"

 

Commentando l'andamento della campagna di vaccinazione nazionale anti-Covid, il direttore della Prevenzione del ministero della Salute ha dichiarato che "durante il mese di aprile si renderanno disponibili almeno una decina di milioni di dosi di vaccino". "Bisogna fare il massimo sforzo per completare la vaccinazione delle persone anziane: siamo a buon punto per gli over-80 ma bisogna completare le vaccinazioni dai 60 anni in su", ha aggiunto Gianni Rezza.  

 

Rezza: "AstraZeneca? Nessun contrordine ma aumentate conoscenze"

 

In riferimento alla scelta di raccomandare l’uso preferenziale del vaccino di AstraZeneca nei soggetti oltre i 60 anni di età, Rezza ha commentato: "Il problema per AstraZeneca è aver indicato il vaccino prima per gli under-55 e poi per i più anziani, facendo apparire che ci sia stato un contrordine, ma non è stato così. Infatti, le conoscenze sono cambiate e si sono ampliate e si è visto che questo vaccino poteva prevenire ospedalizzazione e mortalità anche negli anziani. Questo è il motivo dell'estensione del vaccino su fasce di età per le aumentate conoscenze". "Poi - ha spiegato il direttore della Prevenzione del ministero della Salute- dopo i casi rari di trombosi, è stato dato un uso preferenziale per gli over-60. Gli over-60 hanno infatti un rischio elevato di morire di Covid e le reazioni avverse sono basse, quindi la vaccinazione ha un vantaggio notevole".

 

AstraZeneca, Rezza: "Manca coesione e uniformità tra Paesi Ue"

 

Rispondendo alle domande dei giornalisti, Rezza ha poi dichiarato: "Sul vaccino AstraZeneca molto aiuterebbe anche nella divulgazione se ci fosse una posizione univoca a livello Ue. Uno dei problemi maggiori in questa pandemia è stata purtroppo la mancanza di coesione e uniformità negli interventi dei paesi europei".

 

Rezza: "Non credo cambierà indicazione richiami a 21-28 giorni"

Parlando della possibilità di posticipare il richiamo per i vaccini Pfizer e Moderna, Rezza ha dichiarato: "Non credo che cambi l'indicazione di effettuare la seconda dose a 21 e 28 giorni rispettivamente per i vaccini di Pfizer e Moderna, ma potrebbe essere prevista una certa flessibilità: la regola resta cioè tre o 4 settimane per il richiamo, ma potrebbe esserci una certa flessibilità in termini organizzativi. Ma la decisione spetta alla commissione tecnico scientifica di Aifa e ci sarà in tempi brevi".

 

 

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