Liliana Segre: "Il Covid è una guerra. Piango per gli anziani che sono morti soli"

Salute e Benessere
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La senatrice a vita Liliana Segre, in un'intervista a Repubblica, si è dichiarata "attonita" di fronte al bilancio dei decessi correlati al coronavirus, che in Italia ha superato quota 100mila da inizio pandemia. Il vaccino “è l'unica arma che abbiamo, non si deve perdere tempo, se vogliamo vincere questa guerra che fa tante vittime”, ha dichiarato

La senatrice a vita Liliana Segre, in un'intervista a Repubblica, ha parlato di Covid-19 come di una “moderna guerra mondiale” e si è dichiarata "attonita" di fronte al bilancio dei decessi correlati al coronavirus, che in Italia ha superato quota 100mila da inizio pandemia. “Io sono una persona normale, una cittadina come gli altri. Cosa posso dire di sensato davanti a un numero così impressionante?", ha commentato Segre, ripercorrendo le tappe dell’emergenza sanitaria e sottolineando con stupore "l’incapacità assoluta del mondo di affrontare e di sconfiggere questo nemico invisibile, che muta e che cambia in continuazione, come se volesse spiazzarci, dirci tutta la nostra impotenza".

Segre: "Le vittime di questa guerra sono vecchi indifesi"

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Il momento peggiore della pandemia, secondo la senatrice a vita Liliana Segre, è stato la strage nelle case di riposo. “Il mio pensiero pieno di angoscia è andato spesso a quella moltitudine di miei coetanei nelle case di riposo, soli, abbandonati, lontani dai loro figli, colpiti dalla malattia senza il conforto di un volto famigliare, di un sorriso”, ha dichiarato Segre, sottolineando come la principale differenza tra il Covid-19 e le guerre che si combattono con le armi sia l'età delle vittime. "Nelle guerre di solito muoiono i soldati giovani mandati a combattere. Ma in questa pandemia, in questa moderna guerra mondiale che stiamo ancora combattendo, a me ha fatto impressione pensare che la maggior parte delle vittime appartenga a un esercito di vecchi indifesi", ha aggiunto.

Segre: "Il vaccino è l’unica arma contro questa guerra feroce”

Nel corso dell'intervista l'ultranovantenne, sopravvissuta ad Auschwitz, ha sottolineato l'importanza del vaccino anti-Covid. "È l'unica arma che abbiamo, non si deve perdere tempo, se vogliamo vincere questa guerra che fa tante vittime”, ha dichiarato Liliana Segre, che lo scorso mese ha ricevuto la prima dose del vaccino anti-Covid al Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano.
"Nessun dolore, nessun effetto collaterale. Ora, a giorni riceverò la seconda dose. Sono stata contenta di averci messo la faccia perché sono molto favorevole a che tutti si vaccinino, anche quelli che di solito sono contrari", ha commentato.

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