Covid, variante inglese in quasi 20% casi in Italia. Iss: "Forse diverrà prevalente"

Salute e Benessere
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È il dato emerso dall'indagine a campione di ministero della Salute e Iss, in base ai risultati dei test realizzati il 3 e il 4 febbraio dalle Regioni. "Il risultato dell’indagine ci dice che nel nostro Paese, così come nel resto d’Europa (in Francia la prevalenza è del 20-25%, in Germania è sopra il 20%), c’è una circolazione sostenuta della variante", precisa l'Iss in una nota

In Italia, circa un caso positivo su cinque risulta portatore della variante inglese del coronavirus. È il dato emerso dall'indagine a campione di ministero della Salute e Iss, in base ai risultati dei test realizzati il 3 e il 4 febbraio dalle Regioni. "Il risultato dell’indagine ci dice che nel nostro Paese, così come nel resto d’Europa (in Francia la prevalenza è del 20-25%, in Germania è sopra il 20%), c’è una circolazione sostenuta della variante, che probabilmente è destinata a diventare quella prevalente nei prossimi mesi", precisa l'Istituto Superiore di Sanità in una nota.

L'indagine nel dettaglio

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Nello specifico, a livello nazionale, in base ai risultati preliminari della "flash survey", condotta in collaborazione con i laboratori regionali, la stima di prevalenza della cosiddetta variante inglese del virus Sars-CoV-2 è pari a 17,8%. Il dato supera l'ipotesi di partenza, che stimava una circolazione del 5% della variante.
L'indagine si basa sull'analisi di 852 campioni per 82 laboratori, provenienti da 16 Regioni e province autonome, ripartiti in base alla popolazione. I test sono stati selezionati casualmente cercando di garantire una rappresentatività geografica all'interno di ogni Regione, come precisato dal ministero della Salute in una circolare, pubblicata in data 8 febbraio 2020.
Il risultato medio, come precisa l'Iss, "è in linea con quello di altre survey condotte in Europa. Il range di prevalenze sembra suggerire una diversa maturità della sub-epidemia determinata probabilmente da differenze nella data di introduzione della variante stessa. È presumibile pertanto che tali differenze vadano ad appiattirsi nel corso del tempo".
"Un attento monitoraggio ci consentirebbe, assieme al rafforzamento delle misure di mitigazione, di contenere e arginare gli effetti della nuova variante mentre si prosegue con le vaccinazioni, che restano comunque efficaci anche contro il virus mutato", precisa l'Istituto Superiore di Sanità nella nota.

 

L'indagine sarà ripetuta nei prossimi giorni

 

L'indagine sarà ripetuta nei prossimi giorni per verificare la velocità di diffusione della nuova variante.
"Il virus muta continuamente e sono già state isolate centinaia di varianti, anche se la maggior parte di queste non cambia le caratteristiche del virus", spiega l'Iss, sottolineando che "la vigilanza deve restare alta per individuare, come viene già fatto, quelle che potrebbero peggiorare la situazione in termini di trasmissibilità, sintomatologia o sensibilità nei confronti di vaccini e anticorpi, tenendo presente che questi ultimi possono essere comunque modificati per adeguarli alle versioni più pericolose".

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