Covid-19, Istat: 60% dei decessi tra gli over 80. Morti con virus 9,5% del totale

Salute e Benessere

Nel periodo di osservazione dell'epidemia di coronavirus (febbraio-novembre 2020) si stimano complessivamente circa 84 mila morti in più rispetto alla media del 2015-2019. È quanto rivela l’Istituto nazionale di statistica nel suo ultimo rapporto sull'impatto della pandemia sulla mortalità in Italia redatto insieme all'Istituto Superiore di Sanità

In Italia, dall’inizio dell’epidemia di Covid-19 con evidenza di trasmissione (20 febbraio) fino al 30 novembre 2020 si stimano complessivamente circa 84 mila morti in più rispetto alla media del 2015-2019. È quanto rivela l'Istat nel suo ultimo rapporto sull'impatto della pandemia sulla mortalità in Italia, redatto insieme all'Istituto Superiore di Sanità. Nel periodo tra febbraio e novembre 2020 sono stati registrati 57.647 decessi avvenuti in persone positive al Covid-19 (il 69% dell'eccesso totale). In particolare, "la classe degli over 80 risulta quella con la più alta percentuale di decessi legati Covid-19: il 60% dei decessi complessivi".

Seconda ondata: diminuisce la classe di età mediana dei casi

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L'Istat nel report sintetizza lo scenario di diffusione epidemica in tre fasi: la prima ondata (da febbraio a fine maggio 2020), che "si è caratterizzata per una rapidissima diffusione dei casi e dei decessi e per una forte concentrazione territoriale prevalentemente nel Nord del Paese", la fase di transizione (da giugno a metà settembre), in cui "la diffusione è stata inizialmente molto contenuta, ma alla fine di settembre si sono identificati focolai sempre più numerosi in tutto il Paese", e la seconda ondata (a partire dalla fine di settembre), in cui "i casi sono di nuovo aumentati rapidamente con un ritmo esponenziale su gran parte del Paese e solo da metà novembre si è osservato un calo dell’incidenza".
Nello specifico, nella seconda ondata, come si legge nel report "resta invariata la prevalenza della componente femminile (54%), ma diminuisce la classe di età mediana dei casi: 45-49 anni rispetto a 60-64 anni della prima ondata".
È in controtendenza, invece, il dato sui contagi negli ultraottantenni: in calo  dal 26% della prima ondata all'8% della seconda ondata. Tale diminuzione, come precisa il rapporto, "è verosimilmente in gran parte dovuta all'aumentata capacità diagnostica tra le classi di età più giovani e nelle persone con sintomi meno severi".

 

Istat: morti con virus 9,5% del totale

 

Dal rapporto è anche emerso che "da fine febbraio a novembre i decessi Covid-19 rappresentano il 9,5% del totale dei decessi del periodo". In particolare, durante la prima ondata epidemica (febbraio-maggio) questa quota è stata del 13%, mentre nella seconda ondata il contributo complessivo dei decessi Covid-19 è passato al 16% a livello nazionale. Se, invece, si considerano i contributi per fasce di età la mortalità per Covid-19 ha "contribuito al 4% della mortalità generale nella classe 0-49 anni, all'8% nella classe 50-64 anni, all'11% nella classe 65-79 anni e all'8% negli over 80".

 

Covid, Istat: in prima fase +50 mila morti, quasi tutti a Nord

 

Nello specifico, in base ai dati riportati al Sistema Nazionale di Sorveglianza Integrata dell’ISS, emerge che "durante la prima fase dell'epidemia si sono contati oltre 211 mila decessi (da marzo a maggio del 2020), 50 mila in più rispetto alla media dello stesso periodo del 2015-2019, di cui oltre 45 mila relativi a residenti nel Nord del Paese". "L'incremento nelle regioni del Nord - sottolinea l'Istat - ha fatto registrare quasi un raddoppio dei decessi nel mese di marzo (+94,5% rispetto alla media dello stesso mese del periodo 2015-2019) e un incremento del +75,0% ad aprile".

 

Covid, Istat: in seconda ondata boom morti in Valle d'Aosta e Piemonte

 

Nel report sull'incidenza del Covid nella mortalità in Italia, l'Istat precisa che in molte regioni del Nord l'eccesso di mortalità ha avuto un impatto maggiore nella seconda ondata rispetto alla prima ondata di marzo-aprile: "Le regioni più colpite sono Valle d'Aosta (+139% contro il +71% di aprile), Piemonte (+98% contro il +77% di aprile), Veneto (+42,8% rispetto al +30,8% di aprile) e Friuli-Venezia Giulia (+46,9% vs +21,1%)". "L'incremento dei decessi di novembre è più basso della prima ondata solo in Lombardia (+66% a novembre rispetto al +192% di marzo e il +118% di aprile) e in Emilia-Romagna (+34,5% rispetto al +69% di marzo)", precisa il rapporto.

Covid, Istat: +84mila morti su media 2015-2019

 

Quanto all'eccesso di mortalità registrato da febbraio a novembre 2020, rispetto alla media del 2015-2019 (+84mila morti), il presidente Istat Gian Carlo Blangiardo precisa che "rappresenta un dato di fondamentale importanza per segnalare l'intensità, la tempistica e la localizzazione territoriale degli effetti, diretti e indiretti, prodotti dalla pandemia sul fronte della mortalità nel Paese". "Il report statistico presentato oggi fornisce un contributo originale per una conoscenza oggettiva della realtà che possa indirizzare al meglio gli interventi e i comportamenti", precisa Blangiardo. "Il rapporto, in continuità con le edizioni precedenti, analizza i dati sull'eccesso di mortalità in Italia in relazione ai 5 anni precedenti contribuendo così a meglio comprendere l'impatto della pandemia SARS-CoV-2 nel Paese ed il suo peso rispetto alle altre cause di morte - commenta Silvio Brusaferro, presidente dell'Iss -. Questo monitoraggio è un ulteriore frutto dell'impegno e della collaborazione continua tra Iss e Istat nel fornire dati ed analisi utili alla gestione ed alla comprensione della pandemia".

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