CapisciAMe: app in aiuto per chi soffre di disartria tra i finalisti del MaketoCare 2020

Salute e Benessere

Il vincitore del contest, che premia i progetti che migliorano la qualità della vita di pazienti e disabili, sarà proclamato il 10 dicembre, in occasione dell'Opening Event di Maker Faire Rome 2020

"CapisciAMe", l'app in aiuto per chi è colpito da disartria sviluppata dall'ingegnere Davide Mulfari, 35 anni, di Messina, è stata selezionata tra gli otto finalisti del MaketoCare 2020. La piattaforma, disponibile gratuitamente sullo store di Google, offre uno strumento per il riconoscimento del parlato difficilmente intellegibile di persone con disartria, come Mulfari, affetto da tetraparesi spastica come conseguenza di una paralisi cerebrale infantile. Il vincitore del contest che premia i progetti che migliorano la qualità della vita di pazienti e disabili, sarà proclamato il 10 dicembre, in occasione dell'Opening Event di Maker Faire Rome 2020.

CapisciAMe: di cosa si tratta

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CapisciAMe ed è stata sviluppata da Davide Mulfari nei tre anni di dottorato in ingegneria dell'Informazione all'Università di Pisa, dopo uno studio approfondito dei machine learning in grado di offrire un aiuto per questo disturbo del linguaggio.
Il giovane ingegnere è così riuscito a mettere a punto uno strumento dedicato alla alla raccolta e “donazione” di voci da parte di persone con disartria e altre disabilità del linguaggio. Come spiegato dall'ateneo pisano, nell’implementazione attuale, l'app "è in grado di riconoscere un numero limitato di comandi vocali pronunciati dalle stesse persone con disartria che hanno contribuito alla definizione del modello".

 

La storia di Davide

Davide Mulfari, che attualmente lavora come ingegnere presso il Centro Informatico d’Ateneo dell’Università di Messina, dove coordina l’ufficio “Assistive Technology for Special Needs” e si occupa di applicazioni assistive per studenti e personale universitario, si è dottorato lo scorso maggio in Ingegneria informatica all’Università di Pisa, dopo aver conseguito la laurea specialistica in Ingegneria informatica presso l’Università degli Studi di Messina. Nel corso dei tre anni di  dottorato, il giovane ingegnere ha condotto ricerche nel settore dell’assistive technology e in particolare ha analizzato le   "potenziali ricadute dell’intelligenza artificiale e del machine learning nello sviluppo di soluzioni software open source a basso prezzo per migliorare la qualità della vita a persone con disabilità".

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