Coronavirus Gran Bretagna, verso il divieto di cenoni di Natale numerosi

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Il segretario alla Giustizia Robert Buckland ha parlato della possibilità che siano bandite riunioni di famiglia eccessivamente numerose per Natale vista la curva crescente della pandemia nel Paese

Il rischio che la pandemia da coronavirus ancora in corso e la seconda ondata dei contagi possa limitare spostamenti e riunioni di famiglia per Natale esiste, ma ogni Paese farà le proprie valutazioni nelle settimane future. In Gran Bretagna, il segretario alla Giustizia Robert Buckland ha avvertito i cittadini riguardo la possibilità che vengano vietati cenoni e pranzi di Natale troppo numerosi. Lo ha detto in diretta televisiva, come riporta Sky News.

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I temi affrontati da Buckland riguardano il possibile divieto delle riunioni di famiglia per il 25 dicembre e la durata della seconda ondata di Covid-19, che secondo il politico potrebbe protrarsi “per un considerevole periodo di tempo", almeno fino alla fine di marzo. Le dichiarazioni di Robert Buckland non arrivano in un momento qualunque, bensì in giorni molto particolari in cui in Inghilterra diverse aree stanno per entrare nella fascia di restrizioni più alta, a seguito di altri 24.701 contagiati dal coro e 310 morti in tutto il Regno Unito.

 

Verso un Natale “diverso”

Aubrey Allegretti scrive su Sky News che Buckland è parso intenzionato a "gettare le le basi per le regole che saranno in vigore durante il Natale”. Il segretario alla Giustizia ha spiegato che "tutti dobbiamo avere una crescente consapevolezza che questo virus sarà con noi per tutta la stagione invernale" e che dato l’elevato numero di casi e di decessi dovuti al Covid-19 la prospettiva “realistica” è che “un normale periodo di festa non sarà possibile". "Forse venire a patti con il coronavirus è l'approccio giusto che dobbiamo adottare - ha aggiunto – se a dicembre le tendenze saranno ancora queste allora per nessuno di noi sarà possibile vivere il Natale nel suo senso più pieno”. Parole non troppo diverse da quelle della presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen mercoledì 28 ottobre. “Sarà un Natale diverso – aveva dichiarato - dipende molto dai nostri comportamenti individuali, dipende molto anche dal comportamento regionale, e a livello degli stati membri ed europeo. Da tutti questi comportamenti dipendono le prossime settimane, ma il Natale di quest'anno non sarà come al solito".

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