Coronavirus, Crisanti: “Essenziale il tracciamento degli asintomatici”

Salute e Benessere

Il professore ordinario di Microbiologia dell’Università di Padova sottolinea che finora tutti i programmi che hanno avuto successo nel contrasto del virus erano basati sull’identificazione di chi lo trasmetteva senza avere i sintomi

Nel corso di un’intervista a Repubblica, Andrea Crisanti, professore ordinario di Microbiologia dell’Università di Padova, ha sottolineato l’importanza del tracciamento dei contagi di coronavirus e della prevenzione. L’esperto ha anche fornito la propria opinione sui rapporti tra le regioni e il governo in questo periodo delicato. “Se si andrà avanti così sarà una catastrofe: il virus deve essere stanato subito. Le regioni vogliono scaricare la responsabilità di questo disastro e chiedono al governo di certificare la loro assunzione. Non ho mai visto un simile concentrato di demagogia e populismo”. L’esperto ha aggiunto di ritenere l’esclusione degli asintomatici dal tracciamento una “catastrofe annunciata”. “Sono irresponsabili. La vera lotta contro il virus è una lotta contro chi lo trasmette. Dopo decine di pubblicazioni sulle riviste scientifiche internazionali, rimango stupito quando ancora qualcuno ha il coraggio di sostenere che gli asintomatici non siano un problema”.

Il direttore del dipartimento di Medicina molecolare e virologica dell'Università di Padova, Andrea Crisanti, esce dalla procura di Bergamo dopo un colloquio con i magistrati che si occupano delle inchieste sulle conseguenze del coronavirus nel Bergamasco, 22 giugno 2020.  ANSA/FILIPPO VENEZIA
Il virologo Andrea Crisanti, dir lab di Microbiologia e virologia di Padova

Il tracciamento degli asintomatici

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Per Crisanti le uniche “parole d’ordine” per affrontare l’emergenza coronavirus sono “tracciamento” e “prevenzione”. “Tutti i programmi che hanno avuto successo nel contrasto del virus erano basti sul tracciamento degli asintomatici. La Cina ha fatto 9 milioni di tamponi, per individuarli. E oggi parliamo di modello-Wuhan” sottolinea l’esperto, per poi tracciare un paragone con la situazione in Veneto. “La Regione Veneto ha fatto tutto e il contrario di tutto. Prima disse no al tracciamento degli asintomatici, ma in un secondo momento mi diede retta, per poi spostarsi su posizioni diverse. Oggi chiede al governo di non testarli. Fatalità, oggi i numeri del Veneto non si discostano più da quelli delle altre regioni”. La richiesta dei governatori delle regioni di escludere gli asintomatici dalle operazioni di tracciamento nasce dal desiderio di ridurre le code e dalla sensazione che attualmente sia “impossibile tracciare tutti”. Per i presidenti è necessario “stabilire delle priorità” e “fare delle scelte”.

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