Galli a Sky TG24: "Sui vaccini dichiarazioni più politiche che scientifiche"

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Nel corso dell’intervista, il primario infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano ha sottolineato che è ancora presto per parlare di obbligatorietà della vaccinazione e che probabilmente le prime dosi del vaccino saranno contingentate

Nel corso di un intervento al programma Timeline, in onda Sky TG24, Luigi Sacco, primario infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, ha parlato delle ultime novità relative ai vaccini per il coronavirus Sars-CoV-2 (segui la DIRETTA di Sky TG24). Secondo l’esperto, le dichiarazioni degli ultimi giorni hanno una matrice più politica e finanziaria che scientifica. “La dichiarazione arrivata dalla Russia è qualcosa su cui non ho elementi di giudizio, perché non ho nessun dato, ma del resto per avere un vaccino sicuro, efficace e realmente protettivo bisogna avere tutte le fasi di sperimentazioni necessarie e indispensabili. Le dichiarazioni, non solo quelle russe probabilmente, hanno un significato abbastanza lontano dall’aspetto scientifico e potrebbero indurre qualche Governo a non applicare in maniera seria e rigorosa le norme di contenimento. Al di là delle dichiarazioni non sappiamo se il vaccino arriverà, quando arriverà  e quanto potrà essere distribuito”.

“Ancora presto per parlare di obbligatorietà della vaccinazione”

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Per Galli, i rischi legati a un vaccino completato con tutti i crismi di sicurezza sono notevolmente inferiori a quelli associati al coronavirus. Per quanto riguarda l’obbligatorietà della vaccinazione, secondo l’esperto è ancora troppo presto per parlarne senza creare confusione. Al momento il vaccino non è ancora pronto e quando lo sarà, le prime dosi saranno probabilmente contingentate per determinati gruppi di popolazione. “L’obbligatorietà è uno strumento per raggiungere l’immunità di gregge, quindi si deve definire in primo luogo quante persone devono essere vaccinate affinché tutta la popolazione sia protetta e poi si deve perseguire questo obiettivo. Per raggiugerlo, può essere necessario imporre un’obbligatorietà della vaccinazione”.

“Quest’anno le vaccinazioni antiinfluenzali saranno fondamentali”

 

Parlando del vaccino antinfluenzale, Galli ha sottolineato che mai come quest’anno sarà importante farlo. “Ogni anno circa ottomila persone perdono la vita per cause legate direttamente o indirettamente all’influenza. Molti di questi decessi sono prevenibili grazie alla vaccinazione. Nei prossimi mesi sarà importante vaccinarsi per non affollare i pronto soccorso e gli ospedali in un momento in cui sarà difficile capire se i pazienti avranno il Covid-19 o altre infezioni”.

“È necessario monitorare gli eventuali focolai”

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Commentando la scelta di alcune Regioni di condurre i test sui vacanzieri tornati dai Paesi più colpiti dal Covid-19, Galli ha dichiarato che “in questo momento più test si fanno e meglio è, vista la situazione che non può essere considerata del tutto tranquilla”. “Il fatto di andare a cercare subito eventuali ritorni del virus dall’estero non è negativo, perché aiuta a identificare eventuali nuovi focolai o a prevenirli, ma è un dato di fatto però che possiamo avere anche una serie di focolai da noi, che richiedono il massimo dell’attenzione”, ha aggiunto l’esperto. “Adesso il punto è usare le mascherine, stare attenti a identificare i focolai e avere tutte le prudenze del caso, perché il virus non è eliminabile per decreto”.

Il ritorno a scuola

 

Galli ha anche affrontato la questione del ritorno a scuola. “Dobbiamo essere capaci di controllare la situazione a scuola. Il distanziamento tra i bambini e anche tra i ragazzi è veramente complesso da realizzare in maniera completa ed efficacie. Non credo nei banchi come soluzione, vista anche la nostra miserevole edilizia scolastica e i limitati spazi di cui disponiamo. Credo che si debba, invece, ripristinare dei presidi sanitari a scuola, misurare la febbre agli alunni e avere a portata di mano la loro scheda sanitaria per monitorare le loro condizioni fisiche. Sarebbe opportuno anche somministrare il vaccino per l’influenza ai bambini, in modo da ridurre almeno della metà le sindromi febbrili tipiche dei mesi invernali. Trovare i medici e gli assistenti sanitari per questa operazione non è impossibile e i presidi sanitari nelle scuole potrebbero essere uno strumento veramente importante e non solo per il discorso del Covid”.

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