Covid-19, Iss: i bambini potrebbero avere un ruolo attivo nel contagio

Salute e Benessere

Anche se la pandemia ha colpito in maniera limitata i neonati, i bimbi e gli adolescenti, l’ultimo studio curato dagli esperti dell’Iss indica che finora non è stato possibile valutare l’effettivo impatto del virus su di loro

Fino a oggi, la pandemia di coronavirus Sars-Cov-2 (segui la DIRETTA di Sky TG24) ha colpito in maniera limitata i neonati, i bambini e gli adolescenti. Tuttavia, a causa del distanziamento sociale e della chiusura delle scuole, non è stato ancora possibile valutare l’effettivo impatto del virus su di loro. “La popolazione pediatrica potrebbe giocare un ruolo attivo nella trasmissione del virus”. A sostenerlo è l’Istituto Superiore di Sanità (Iss), che da poco ha pubblicato sulla rivista Pediatrics uno studio curato dal Reparto di Epidemiologia, Biostatistica e Modelli matematici del Dipartimento Malattie Infettive. 

 

I risultati dello studio

 

Il nuovo studio indica che i casi pediatrici di Covid-19 in Italia solo l’1,8% del totale (3.836 su 216.305), con un’età media di 11 anni. Nel 13,3% dei casi si è reso necessario il ricovero in ospedale. I risultati indicano anche che un rischio maggiore di contrarre malattia risulta associato a delle patologie preesistenti. “I dati suggeriscono che i casi pediatrici di Covid-19 siano meno gravi rispetto alle altre classi di età, tuttavia l’età maggiore di un anno e la presenza di condizioni patologiche preesistenti rappresentano fattori di rischio di gravità della malattia, pertanto le misure di controllo andrebbero mantenute ed eventualmente implementate per proteggere i bambini più vulnerabili”, spiega l’Iss.

 

Le caratteristiche demografiche e cliniche

 

Nel corso dello studio sono stati analizzati i dati del sistema di sorveglianza nazionale, basato sui casi di diagnosi confermate di Covid-19 dal 20 febbraio all’8 maggio 2020. I ricercatori hanno valutato le caratteristiche demografiche e cliniche, oltre ai fattori di rischio per la gravità della malattia, nei neonati, nei bambini e negli adolescenti, e poi le hanno confrontate con quelle della popolazione adulta e anziana. I dati emersi indicano che la patologia è stata lieve nel 32,4% dei casi e grave nel 4,3$, in particolare nei bambini di età superiore ai sei anni (10,8%). Dei 511 pazienti ospedalizzati, il 3,5% è stato ricoverato in terapia intensiva e si sono verificati quattro decessi, causati da un deterioramento di condizioni di base già molto compromesse. “L’impatto dell’infezione da Sars-CoV-2 potrebbe aver aggravato la situazione, ma non sembra possa essere considerata la causa principale di morte”, spiega l’Iss.

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