Coronavirus, vaccino italiano: anticorpi funzionano. Spallanzani: Presto per conclusioni

Salute e Benessere

Per ora è stato sperimentato solo sui topi, ma dopo l’estate sono previsti dei trial sull’uomo. A metterlo a punto è stata Takis, una società Biotech di Castel Romano (Roma). Lo Spallanzani frena: “È presto per le conclusioni”

Notizie positive per il vaccino dell’azienda Takis contro il coronavirus Sars-CoV-2 (segui la DIRETTA di Sky TG24): nel corso di uno studio sui topi si è rivelato in grado di generare degli anticorpi efficaci contro l’agente virale. Come spiega Luigi Aurisicchio, l’amministratore delegato della società di biotecnologia, questi dati sono stati ottenuti grazie ai test eseguiti nel laboratorio di Virologia dell’Istituto Spallanzani. Si tratta del livello più avanzato finora raggiunto nella sperimentazione di un candidato vaccino nato in Italia, ma i test sull’uomo sono comunque previsti dopo l’estate. "Non è ancora possibile giungere a conclusioni "di qualunque natura sull'efficacia" del candidato vaccino dell'azienda Takis”, ha specificato l'Istituto Spallanzani in una nota riguardo alla notizia diffusa dall'azienda relativa alla capacità di neutralizzare il nuovo coronavirus sulle cellule umane da parte degli anticorpi indotti nei topi. 

I trial sull’uomo

“Grazie ai test condotti allo Spallanzani siamo riusciti a individuare i due “candidati vaccini” più promettenti”, spiega Aurisicchio ad Adnkronos. “Entro due settimane avremo anche i risultati di un mega-studio in corso a Castel Romano, che ci dirà quando dura la risposta immunitaria innescata, e ci permetterà di individuare il vaccino migliore da portare in sviluppo”, prosegue l’amministratore delegato di Takis. L’obiettivo dell’azienda è iniziare gli studi sull’uomo dopo l’estate, assieme al gruppo dell’oncologo Paolo Ascierto. Negli scorsi mesi, Takis ha messo a punto cinque candidati vaccini contro il coronavirus, tutti contenenti un singolo frammento di Dna e basati sulla proteina Spike, utilizzata da Sars-CoV-2 per agganciarsi alle cellule del sistema respiratorio umano e penetrare al loro interno. Lo studio condotto presso l’Istituto Spallanzani ha permesso ai ricercatori di individuare i due che danno la miglior risposta anticorpale.

La scelta di Takis

Ognuno dei candidati vaccini di Takis è basato su una tecnica nota come elettroporazione, che consiste nell’iniezione nel muscolo seguita da un brevissimo impulso elettrico che facilita l’ingresso del vaccino nelle cellule e attiva il sistema immunitario. “Prima di procedere ai trial sull’uomo, che altri gruppi stanno già portando avanti, abbiamo voluto valutare con un saggio funzionale direttamente sul virus l’efficacia dei nostri candidati”, spiega Aurisicchio. “Dopo che avremo ottenuto i risultati dello studio condotto a Castel Romano, un’azienda austriaca produrrà il vaccino su larga scala, così da darci la possibilità di avviare i trial sull’uomo dopo l’estate”, conclude l’esperto. 

Spallanzani frena: “È presto per le conclusioni”

“Il comunicato della Takis non è stato concordato con l'Inmi né da esso autorizzato” spiega l’Istituto Spallanzani nella nota, dove specifica “di avere "partecipato ad una proposta di ricerca presentata da Takis nell'ambito di un bando 'urgente' lanciato alla Comunità Europea, che non è stata finanziata. In vista della possibile partecipazione ad ulteriori bandi, sono state effettuate prove preliminari e parziali sulla risposta in termini di anticorpi neutralizzanti in topi inoculati con formulazioni iniziali di potenziali vaccini". Lo Spallanzani spiega, inoltre, che “i risultati di queste prove, tuttora in corso di valutazione, indicano che è possibile rilevare negli animali inoculati una risposta in termini di anticorpi neutralizzanti, il che è la premessa per lo sviluppo di un modello di studio basato sui consueti animali da esperimento". Terminate le valutazioni preliminari, l’istituto valuterà se continuare questi studi e “formalizzare accordi specifici”. Finora, tuttavia, "l'Inmi non ha redatto alcun report ufficiale e non ha ancora distribuito in maniera formale i risultati degli esami effettuati" e "sulla base dei dati sinora disponibili l'Inmi, per quanto a propria conoscenza, ritiene che non sia possibile giungere a conclusioni del potenziale candidato vaccinale”. 

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