Coronavirus, Oms Europa: “Non è ora di allentare le restrizioni”

Salute e Benessere

Lo ha sottolineato in una conferenza stampa Hans Kluge, direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per il nostro continente. Nel frattempo preoccupa la situazione in Africa 

La situazione in parte migliora, ma l'emergenza non è alle spalle. Secondo l’Oms Europa, infatti, "non è il momento di allentare le misure, anzi bisogna raddoppiare e triplicare i nostri sforzi" con l’obiettivo finale di sconfiggere il coronavirus. Sono queste le parole di Hans Henri P. Kluge, direttore regionale per l’Europa dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. I segnali positivi, registrati in alcuni Paesi, ci sono, ha spiegato l’esperto in una conferenza stampa in remoto svolta da Copenaghen, ma "non rappresentano ancora la vittoria”. Nel nostro continente la situazione è stata definita ancora "molto preoccupante", anche perché i contagi continuano ad aumentare, portando il numero totale di casi confermati a 687.236 fino a questa mattina, con 52.824 decessi.

La situazione in Africa

Non solo l’Europa al centro delle attenzioni degli esperti. Come sottolineato sempre dall’Oms, hanno superato quota 10.000 i casi confermati di Covid-19 in Africa, con i decessi che sono, ad oggi, oltre 500. Le autorità hanno segnalato che "il virus è stato lento nel raggiungere il continente africano rispetto ad altre parti del mondo”, ma che in queste zone “l'infezione è cresciuta esponenzialmente nelle ultime settimane e continua a diffondersi". Nell’affrontare il tema legato proprio al continente africano, gli esperti hanno spiegato che il virus vi è giunto attraverso viaggiatori di ritorno provenienti da Asia, Europa e Stati Uniti. Il primo caso di Covid-19 è stato registrato in Egitto, lo scorso il 14 febbraio. Da allora, sono stati 52 i Paesi africani ad esser stati interessati dai contagi. Ma se, almeno all’inizio, i casi erano circoscritti principalmente nelle capitali e nelle grandi città, "un significativo numero di Paesi in Africa sta ora segnalando casi in molte province". Gli esperti, sulla base di questi dati, hanno espresso "preoccupazione per l'impatto della pandemia su Paesi con sistemi sanitari fragili e che vivono emergenze complesse".

Il punto sull’Europa

Tornando invece sulla questione europea, Kluge ha detto che le autorità "sono allarmate dal fatto che la Turchia abbia visto un drammatico aumento del virus diffuso nell'ultima settimana", specificando come il 60% dei casi sia stato segnalato ad Istanbul. Un altro dato commentato riguarda poi i casi all'interno dei vari Paesi che non sono distribuiti uniformemente. "La Lombardia in Italia e Madrid in Spagna stanno subendo il peso maggiore della pandemia per quanto riguarda le loro nazioni. Per fortuna in entrambi i Paesi, il bilancio delle vittime giornaliero si sta livellando". L'esperto ha sottolineato poi che i casi in Israele, Ucraina, Belgio e Norvegia sono in aumento e che c'è una nuova ondata in Svezia. Alcuni progressi, poi, sono stati osservati in Austria, Paesi Bassi e Svizzera.
 

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