Coronavirus, il quadro clinico dei deceduti in Italia

Salute e Benessere

L’Istituto Superiore di Sanità ha analizzato i casi dall’inizio dell’emergenza e sino al 4 marzo. Ecco cosa è emerso

L’età media dei pazienti deceduti e positivi a COVID-19 è pari a 81 anni, si tratta per la maggior parte di uomini e in più di due terzi dei casi presentavano tre o più patologie preesistenti. Lo ha affermato l’Istituto Superiore di Sanità in un’analisi sui dati di 105 pazienti italiani deceduti e che contempla il periodo dall’inizio dell’emergenza e sino al 4 marzo. Lo studio sottolinea anche un altro dato, cioè che ci sono 20 anni di differenza tra l’età media dei deceduti e quella dei pazienti positivi al virus. (FAKE NEWS DA EVITARE - MAPPA CONTAGIO)

Le fasce di età

Esaminando nel dettaglio il report, scrive l’Iss sul proprio sito web, sono stati (sempre alla data del 4 marzo) 73 i pazienti deceduti in Lombardia, 21 in Emilia Romagna, 7 in Veneto e 3 nelle Marche e si è basato sui dati ottenuti tramite la compilazione di un questionario sviluppato ad hoc per studiare il tema. Gli esperti sottolineano come la maggior parte dei decessi, pari al 42.2% del totale, si è verificata nella fascia di età tra gli 80 e gli 89 anni, mentre il 32.4% rientra nella fascia tra i 70 e i 79 anni. Scendendo l’età diminuiscono anche le morti: l’8.4% fa parte della fascia tra 60 e 69 anni, il 2.8% di quella tra 50 e 59, mentre il 14.1% fa parte della fascia di persone che avevano più di 90 anni.

Le differenze tra uomini e donne

Un’altra distinzione riguarda il sesso. Le donne decedute dopo aver contratto infezione da COVID-19 hanno un’età più alta rispetto agli uomini: 83.4 contro 79.9 degli uomini. Il numero medio di patologie osservate in pazienti che facevano parte di questa fetta di popolazione è pari a 3.4. Nel complesso, comunque, il 15.5% del campione esaminato presentava una o nessuna patologia, il 18.3% presentava due patologie e il 67.2% ne manifestava tre o anche di più. Tra queste la più rappresentata è l’ipertensione (presente nel 74,6% del campione), seguita dalla cardiopatia ischemica (70,4%) e dal diabete mellito (33,8%). Un altro dato emerso dal lavoro di ricerca riguarda quindi il tempo medio dall’insorgenza dei sintomi al ricovero in ospedale, risultato pari a 5 giorni, mentre quello intercorso tra il ricovero e il decesso è stato pari a 4 giorni. (Coronavirus, tutti i luoghi del mondo in cui si sono registrati casi. FOTO)

Anziani più a rischio

Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di sanità, ha commentato questi numeri, spiegando che sebbene preliminari, “questi dati confermano le osservazioni fatte fino a questo momento nel resto del mondo sulle caratteristiche principali dei pazienti, in particolare sul fatto che gli anziani e le persone con patologie preesistenti sono più a rischio. Si tratta di persone molto fragili, che spesso vivono a stretto contatto e che dobbiamo proteggere il più possibile”.

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