La temperatura media del corpo in calo rispetto a 150 anni fa

Salute e Benessere

A suggerirlo sono i risultati di un nuovo studio condotto da un team di ricercatori dell’Università di Stanford negli Stati Uniti, che ha confrontato oltre 700mila misure ottenute in tre diversi periodi: tra il 1862 e il 1930, negli anni '70 e tra il 2007 e il 2017 

La temperatura corporea degli uomini moderni è inferiore di circa mezzo grado rispetto a quella delle loro controparti del XIX secolo.
A suggerirlo sono i risultati di un nuovo studio condotto da un team di ricercatori dell’Università di Stanford negli Stati Uniti, che ha confrontato la temperatura media del corpo di un campione di persone del 2000 con quella dei soldati che hanno combattuto nella guerra civile degli Stati Uniti e con le misure di un gruppo di persone registrate negli anni '70.

Lo studio nel dettaglio

Nel 1851 il medico esperto tedesco Carl Reinhold August Wunderlich stabilì, tramite delle misurazioni effettuate perdipiù su soldati, che la temperatura 'normale' per un corpo è di 37 gradi: un parametro che attualmente non è conforme con la realtà, in quanto gli uomini del 2000 stando alle ultime misurazioni sarebbero più freddi di circa mezzo grado centigrado rispetto alla popolazione nata e vissuta nel diciannovesimo secolo.
Per compiere lo studio, pubblicato sulla rivista specializzata eLife, i ricercatori hanno confrontato tre distinti set di misure della temperatura corporea raccolti in differenti periodi: tra il 1862 e il 1930, negli anni ’70 e tra il 2007 e il 2017.

I risultati della ricerca

Analizzando oltre 700mila misurazioni, gli esperti dell’Università di Stanford sono riusciti a dimostrare, come accennato precedentemente, che gli uomini del 2000 avrebbero una temperatura media corporea inferiore di 0,59 gradi centigradi rispetto ai soggetti nati nel 1800. Valore che per le donne è, invece, inferiore di 0,32 gradi. I risultati sono stati vagliati tenendo in considerazione la qualità della strumentazione disponibile nei diversi periodi su cui si basa lo studio.
"Fisiologicamente siamo differenti da come eravamo nel passato, l'ambiente in cui viviamo è cambiato, compresa la temperatura delle nostre case, i microrganismi con cui entriamo in contatto e il cibo che mangiamo”, spiegano i ricercatori dello studio, sulle pagine della rivista specializzata. 

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