Unicef: 1 bambino su 3 sotto i 5 anni è denutrito o in sovrappeso

Salute e Benessere

È quanto emerge dal rapporto annuale ‘La condizione dell’infanzia nel mondo – Bambini, cibo e nutrizione. Crescere sani in un mondo in trasformazione’. Il problema della malnutrizione riguarda prevalentemente i giovanissimi che vivono nelle aree più povere

Il rapporto annuale dell’Unicef ‘La condizione dell’infanzia nel mondo – Bambini, cibo e nutrizione. Crescere sani in un mondo in trasformazione’ indica che, a livello globale, un bambino su tre nella fascia di età tra 0 e 5 anni è denutrito o in sovrappeso. I ritardi della crescita, invece, riguardano 149 milioni di bimbi, che risultano troppo bassi per la loro età, mentre 50 milioni sono deperiti, ossia eccessivamente magri in proporzione alla propria altezza. I bambini al di sotto dei cinque anni in sovrappeso o obesi sono 40 milioni. Gli esperti dell’Unicef spiegano che due terzi dei giovanissimi tra i 6 mesi e i 2 anni non ricevono tutti gli alimenti di cui necessiterebbe la rapida crescita dei loro corpi e dei loro cervelli. Questa carenza li espone al rischio di un limitato sviluppo cerebrale e di insufficienti difese immunitarie, con conseguente maggiore vulnerabilità alle infezioni.

Aumentano i bambini e gli adolescenti in sovrappeso

Dal rapporto dell’Unicef emerge che in tutto il mondo:
• Sono 340 milioni i bambini che soffrono di mancanza di vitamine e nutrienti essenziali, tra cui la vitamina A e il ferro.
• Il 42% dei bimbi al di sotto dei sei mesi viene esclusivamente allattato.
• dal 2000 al 2016, la percentuale di bimbi e ragazzi in sovrappeso tra i 5 e i 19 anni è raddoppiata da 1 su 10 a circa 1 su 5, mentre il numero di giovani in questa fascia di età che soffre di obesità è 10 volte maggiore per le ragazze e 12 per i ragazzi, rispetto al 1975.
• Circa il 45% dei bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 2 anni non riceve frutta o verdura. La percentuale di chi non mangia uova, latticini, pesce o carne, invece, è vicina al 60%.
• Il 42% degli adolescenti che frequentano la scuola in Paesi a reddito medio/basso consuma bibite zuccherate almeno una volta al giorno e il 46% mangia cibo da fast food almeno una volta a settimane. Per i teenager che vivono nei Paesi ad alto reddito queste percentuali salgono, rispettivamente, al 62% e al 49%.

Percentuali maggiori nelle aree più povere

Dal rapporto emerge che il problema della malnutrizione, in tutte le sue forme, riguarda prevalentemente i bambini e gli adolescenti che vivono nelle comunità più povere e marginalizzate. In questo contesto, solo un bambino su cinque dai sei mesi ai due ha una dieta sufficientemente bilanciata per una crescita sana. Ciò vale anche nei Paesi ad alto reddito: nelle aree più povere la percentuale di bimbi in sovrappeso è oltre due volte maggiore rispetto alle zone maggiormente ricche. Inoltre, non deve essere sottovalutato l’impatto dei disastri climatici sulle crisi alimentari. La siccità è responsabile dell’80% dei danni e delle perdite in agricoltura e influenza notevolmente le tipologie di cibi disponibili, la loro qualità e il loro prezzo. 

Salute e benessere: Più letti