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Gene Jolie, possibile svolta nella cura del tumore al seno

I titoli di Sky Tg24 delle ore 13 del 3/09

2' di lettura

I ricercatori dell’Università del Texas a San Antonio hanno scoperto che la molecola micro-Rna (Mir) 223-3p è in grado di disattivare le proteine chiave nei processi di divisione cellulare delle neoplasie 

La mutazione ereditaria del gene Brca1 incrementa nelle donne la probabilità di sviluppare un tumore al seno. Per prevenire la formazione della neoplasia è possibile ricorre alla mastectomia preventiva, ossia l’asportazione chirurgica delle ghiandole mammarie. Nel 2013, l’attrice Angelina Jolie si è sottoposta a questo intervento. Questa scelta non ha solo contribuito a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tumore al seno, ma ha anche introdotto nel linguaggio quotidiano l’espressione ‘gene Jolie’, utilizzata per riferirsi a Brca1. Nel corso di un recente studio, pubblicato sulle pagine della rivista specializzata Proceedings of the National Academy of Sciences, i ricercatori dell’Università del Texas a San Antonio hanno scoperto un nuovo modo per fermare le neoplasie causate dalla mutazione ereditaria.

La molecola micro-Rna (Mir) 223-3p

Nel corso della ricerca, gli studiosi dell’ateneo texano hanno individuato micro-Rna (Mir) 223-3p, una minuscola molecola in grado di impedire alle cellule sane di commettere errori mentre ripara il Dna delle stesse unità biologiche. Questo utile meccanismo viene represso nelle donne in cui è presente la mutazione del gene Jolie. Il team di ricerca, coordinato da Gayathri Srinivasan, è riuscito ad aggirare questo ostacolo: aggiungendo micro-Rna (Mir) 223-3p, gli esperti sono riusciti, infatti, a portare alla morte le cellule tumorali caratterizzate dalla mutazione genetica Brca1. La molecola si è rivelata in grado di disattivare le proteine chiave nei processi di divisione cellulare dei tumori contraddistinti dalla mutazione del gene Jolie.

L’Inps ha riconosciuto l’invalidità per mastectomia preventiva

Lo scorso febbraio, l’Inps ha stabilito che dev’essere riconosciuta una corretta percentuale di invalidità a chi decide di sottoporsi alla mastectomia preventiva. L’ente previdenziale lo ha reso noto a tutte le commissioni tramite una comunicazione firmata da Massimo Piccioni, coordinatore generale medico legale dell’Inps, e dal vice coordinatore Onofrio De Lucia. Questo risultato è stato reso possibile grazie alla collaborazione con l’associazione aBRCAdaBRA, fondata per sostenere i portatori delle mutazioni genetiche Brca, e la Federazione italiana delle Associazioni di volontariato in oncologia (Favo). 

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