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Il senso del tatto guida i movimenti: lo studio dell’Ateneo pisano

I titoli di Sky Tg24 delle 13 del 10/07

3' di lettura

Quando si afferra uno strumento, il senso del tatto, oltre a delineare le caratteristiche dell’oggetto, sarebbe in grado di dare indicazioni riguardo la posizione e il movimento degli arti mentre impegnati nell’esplorazione 

Un recente studio, condotto da un team di neuroscienziati e ingegneri dell'Università di Roma Tor Vergata, della Fondazione Santa Lucia, dell'Università di Pisa, e dell'Iit, ha permesso di realizzare una scoperta unica nel suo genere che amplia le conoscenze dei meccanismi che regolano il movimento del corpo umano. Anche il senso del tatto gioca un ruolo importante nel controllo dei gesti compiuti dagli uomini, quali i movimenti di braccia e mani. Finora gli esperti ritenevano che i recettori presenti nella pelle fossero in grado solo di dare informazioni fondamentali riguardo le caratteristiche di un oggetto, quali la rigidità o la presenza di elementi discontinui.

Lo studio nel dettaglio

I segnali di propriocezione, ovvero quelle informazioni che riguardano il senso della posizione e della velocità del corpo, sono stati finora associati erroneamente solo ai recettori meccanici presenti nel sistema muscolo-scheletrico.
“Lo studio ci ha permesso di dimostrare che questa separazione non è poi così netta, e abbiamo fatto un passo importante per capire come funziona la nostra percezione del mondo”, spiega Alessandro Moscatelli, esperto dell’Università di Roma Tor Vergata e della Fondazione Santa Lucia.
Nel momento in cui si afferra uno strumento, il senso del tatto, oltre a delineare le caratteristiche dell’oggetto, sarebbe in grado di dare indicazioni precise riguardo la posizione e il movimento degli arti, mentre impegnati nell’esplorazione.

Valutata la risposta di un campione a un’illusione tattile

Per giungere a queste conclusioni, pubblicate sulla rivista specializzata Science Advances, gli esperti hanno analizzato come un campione ha risposto a ‘un’illusione tattile’ appositamente pensata per valutare il ruolo del senso del tatto nel movimento del corpo.
Ai partecipanti è stato chiesto, mentre bendati, di far scivolare la punta del dito in linea retta su una placca rigata per spostarsi verso un bersaglio.
“Secondo il nostro modello matematico, la direzione di moto rilevata dal tatto e quindi dalla deformazione della pelle viene influenzata dall'orientamento delle creste”, spiega Matteo Bianchi, ricercatore pisano.
Sono così riusciti a dimostrare che il controllo del movimento delle mani sarebbe guidato anche dalle informazioni captate dai recettori della pelle.
I risultati della ricerca si prestano a molteplici applicazioni: saranno preziosi per migliorare e velocizzare le diagnosi delle patologie neurologiche che comportano una riduzione del senso del tatto e del movimento.
Inoltre, secondo Antonio Bicchi dell'Iit e dell'Ateneo pisano, i risultati saranno fondamentali per sviluppare “una nuova generazione di tecnologie legate al senso del tatto, che utilizzano la matematica come strumento di modellazione e sintesi, con implicazioni in ambito tecnologico e industriale principalmente legate a dispositivi di realtà virtuale e aumentata”.

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