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Sigarette elettroniche, San Francisco prima città americana a vietarle

I titoli di Sky TG24 delle ore 8 del 26/6

3' di lettura

La misura restrittiva è stata introdotta per frenare un fenomeno che, soprattutto tra i giovanissimi, ha assunto le proporzioni di una vera e propria "epidemia", con circa 5 milioni di "svapatori" under 21 solo nel 2018 

Stop allo svapo da sigarette elettroniche. Così ha deciso il consiglio comunale della città di San Francisco, decretando, di fatto, il blocco per quanto riguarda la vendita di tutti i prodotti destinati alla vaporizzazione della nicotina, sia nei negozi fisici, che negli shop online. Per l'entrata in vigore effettiva dell'ordinanza, prevista entro sette mesi, manca adesso solo la firma del sindaco della città nel nord della California, la democratica London Breed, che entro dieci giorni potrà ratificare o (più difficilmente) rivedere la normativa. Primo centro urbano americano a vietare l’uso delle sigarette elettroniche, a San Francisco però sarà ancora lecito acquistare le sigarette tradizionali e gli altri prodotti legati al tabacco, così come la marijuana a scopo ricreativo. La scelta è molto significativa se si pensa che può essere un vero e proprio schiaffo all'industria di settore, a partire da "Juul", azienda che ha il suo quartier generale proprio a San Francisco.

Freno all'"epidemia"

La scelta di vietare l’utilizzo delle sigarette elettroniche è stata dettata dall’idea di porre freno a quella che è stata definita dalle autorità locali come una sorta di "epidemia", specie tra i teenager. Da tempo, infatti, negli Usa, c'è un allarme per il boom nella diffusione di questi dispositivi. Uno studio effettuato in merito ha certificato che il numero di adolescenti statunitensi che usano le sigarette elettroniche è davvero altissimo: si stima che siano circa 4,9 milioni ad averle utilizzate nel 2018, con un aumento di 1,5 milioni dall'anno precedente.

Schiaffo all’industria di settore

Il fatto che sia stata San Francisco per prima a proporre questo divieto è significativo. Qui, come detto, ha sede "Juul", azienda che, con oltre il 50% della quota del mercato, è il più grande produttore di sigarette elettroniche del Paese. Il brand si propone come un'alternativa alle sigarette tradizionali per gli adulti che cercano di smettere di fumare, ma Shamann Walton, tra i più attivi nella proposta di divieto, non la vede così. "Abbiamo trascorso alcuni decenni a combattere l’industria del tabacco", ha detto. "Ora vogliamo farlo di nuovo combattendo le sigarette elettroniche". Da parte sua "Juul" ha fatto sapere al 'The Guardian', tramite un portavoce, che la compagnia si opporrà fermamente alla proposta di legge per salvaguardare il proprio business.

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