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Il cambiamento climatico potrebbe influire sulla scelta di avere figli

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2' di lettura

È l’ipotesi di un nuovo studio a cui ha partecipato anche la Bocconi: il clima modificherebbe l’economia da cui dipende la decisione dei genitori sul modo di sfruttare le risorse a disposizione 

Oltre a lasciare la propria traccia sul pianeta Terra, possono i cambiamenti climatici avere un impatto anche sull’uomo? Secondo un nuovo studio pubblicato su Environmental Research Letters la risposta sarebbe affermativa e si legherebbe in particolare a un aspetto: la fertilità. Tuttavia, con questo termine i ricercatori non si riferiscono alla possibilità o meno di procreare, piuttosto a una libera scelta: in un ipotetico scenario nel quale le risorse divengono più scarse, i genitori potrebbero decidere di avere meno figli per investire al meglio soldi e tempo. Lo studio, che vanta la partecipazione anche dell’Università Bocconi, si basa su un modello quantitativo che combina una teoria economico-demografica con le attuali previsioni economiche riguardanti le conseguenze del cambiamento climatico.

Cambiamento climatico: uno studio parziale sui possibili effetti

All’interno dello studio, i ricercatori hanno preso come esempio due tipi di economie, ovvero la Colombia e la Svizzera. Anche per questa ragione, Gregory Casey sottolinea che il modello utilizzato non va considerato “un resoconto completo dell’impatto del cambiamento climatico” sull’aspetto demografico. L’obiettivo del team è infatti, più semplicemente, quello di esaminare i “canali economici” attraverso i quali le variazioni portate dal clima potrebbero influenzare la decisione delle coppie di avere più o meno figli.

Nei paesi tropicali meno istruzione e più figli

Nel caso della Colombia, presa come rappresentante dei paesi tropicali più vicini all’Equatore, l’aumento delle temperature dovuto al riscaldamento globale potrebbe avere un effetto negativo sull’agricoltura, innescando un meccanismo a catena che porterebbe secondo Casey a “scarsità di beni agricoli, prezzi e salari più alti nel settore agricolo e, infine, a una ridistribuzione del lavoro”. Secondo il modello utilizzato dai ricercatori, tutto ciò condurrebbe a una minore necessità di competenze specializzate: così, potendo risparmiare sull’educazione di ogni figlio, i genitori sarebbero portati ad avere un maggior numero di bambini. Il coautore Soheil Shayegh dell’Università Bocconi ha evidenziato come lo stesso processo verrebbe invertito a latitudini più alte e in paesi più ricchi come la Svizzera, dove “il cambiamento climatico potrebbe peggiorare le ineguaglianze riducendo la fertilità”, con le risorse delle coppie che sarebbero in questo caso utilizzate per raggiungere un più alto livello di educazione. 

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