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Tumori a fegato e colon, dal luppolo un possibile aiuto per curarli

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I risultati di uno studio condotto dalla Oregon State University indicano che lo xantumolo e i suoi derivati possono inibire la crescita delle cellule tumorali 

Oltre a dare alla birra il suo caratteristico sapore amarognolo, il luppolo potrebbe svolgere un ruolo importante anche nella lotta contro il cancro. Studiando la pianta, un team di ricercatori della Oregon State University ha scoperto che i derivati dello xantumolo (un flavonoide con proprietà anti-ossidanti contenuto nel luppolo) svolgono una funzione anticancro nei tumori del fegato e del colon. I risultati della ricerca, svolta in fase preclinica, sono stati pubblicati sulla rivista specializzata International Journal of Molecular Sciences. La capacità dello xantumolo di inibire la crescita delle cellule tumorali era già stata dimostrata in passato nel corso di vari studi ed è stata ulteriormente confermata nel corso di questa indagine. Inoltre, il flavonoide e i suoi derivati si dono dimostrati in grado di eliminare due linee cellulari di cancro del fegato e del colon.

L’utilizzo dello xantumolo e dei suoi derivati

Adrian Gombart, professore di biochimica presso la Oregon State University e primo autore dello studio, spiega che gli enzimi presenti nel fegato o nel microbiota intestinale possono metabolizzare lo xantumolo nell’8-prenlinaringenina, un fitoestrogeno che può favorire lo sviluppo delle cellule tumorali. È per questa ragione che l’utilizzo del flavonoide e dei suoi derivati nella lotta al cancro solleva alcune perplessità all’interno della comunità scientifica.

Lo studio dell’Università di Pisa

Nel 2017, anche uno studio condotto dal dipartimento di farmacia dell’Università di Pisa ha evidenziato le proprietà antitumorali dello xantumolo. In particolare, durante alcuni test sperimentali i ricercatori italiani hanno scoperto che il flavonoide è in grado di ridurre dell’80% l’angiogenesi tumorale, ossia il meccanismo che consente alle cellule cancerogene di procurarsi l’ossigeno. Quest’azione blocca la crescita del tumore, impedendogli di diffondersi nell’organismo. Partendo dal flavonoide, gli scienziati hanno sviluppato delle molecole dotate di proprietà anti-angiogeniche ancora più efficaci. Tutti i risultati dello studio sono stati pubblicati sulle pagine della rivista scientifica European Journal of Medical Chemistry

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