Anziani, con l’età diminuisce l’olfatto: la colpa è della neurogenesi

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È emerso da uno studio, condotto da un team di ricercatori del Centro Helmholtz di Monaco, che ha monitorato lo sviluppo delle cellule staminali nel cervello dei topi 

Perché il senso dell’olfatto diminuisce nel corso degli anni? La risposta sembra dipendere dalla neurogenesi, quel processo che determina la creazione di nuovi neuroni. Nei mammiferi questa attività si verifica soprattutto durante la prima infanzia. Vi sono, però, alcune aree del proencefalo, una parte dell’encefalo, dove la neurogenesi prosegue anche in età adulta. I neuroni olfattivi, nello specifico, si sviluppano dalla cellule staminali tramite vari stati intermedi.
È quanto emerso da uno studio, condotto da un team di ricercatori del Centro Helmholtz di Monaco, che ha monitorato lo sviluppo delle cellule staminali nel cervello dei topi.

Lo studio nel dettaglio

Lo studio, pubblicato sulla rivista Cell Reports, ha dimostrato che la creazione di neuroni olfattivi cala nel corso del tempo. "Abbiamo scoperto che la capacità di auto-rinnovamento diminuisce nella vecchiaia, specialmente in alcuni stadi intermedi chiamati progenitori amplificatori di transito“, spiega Lisa Bast, un’esperta che ha contribuito alla ricerca. Per giungere a questa conclusione, gli esperti hanno analizzato i dati ottenuti monitorando il cervello dei topi con un modello matematico.
Il test è unico nel suo genere, in quanto per la prima volta i ricercatori sono riusciti a descrivere quantitativamente il comportamento delle cellule staminali neurali nel cervello dei mammiferi, tramite l’impiego di algoritmi intelligenti.

Gli odori della nostra vita sono ricreati dalla nostra memoria

I ricercatori Afif Aqrabawi e Junchul Kim dell’Università di Toronto hanno individuato il processo grazie al quale gli odori ‘importanti’ della vita rimangono impressi nella memoria. La chiave del meccanismo è il Nucleo Olfattivo Anteriore (NOA), una regione del cervello ancora poco conosciuta, l’area in cui le informazioni su quando e dove abbiamo odorato qualcosa si collegano a cosa abbiamo odorato.
Per giungere a questa conclusione gli esperti hanno attuato una serie di test atti a studiare le preferenze delle cavie per alcuni odori. Gli animali troverebbero più stimolante annusare un nuovo odore rispetto a uno già noto e familiare. “Quando perdono questa preferenza significa che non ricordano più l’odore anche se lo hanno annusato poco prima quindi continuano a annusare qualcosa come fosse la prima volta”, spiega Afif Aqrabawi. Sono inoltre riusciti a svelare una connessione neurale tra il NOA e l’ippocampo, l’area cerebrale responsabile della formazione della memoria esplicita.

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