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È giusto controllare i propri figli online?

3' di lettura

Madri e Figli

Online i ragazzi (ma anche bambini) hanno una vita parallela. Ne sappiamo abbastanza? Quali mezzi sono leciti per monitorare la loro attività in rete?

La sfida più difficile per i genitori oggi è riuscire a monitorare l’attività online dei propri figli.

Ce lo dice una ricerca realizzata dall’Università del Michigan, e lo conferma l’esperienza quotidiana di ciascuno di noi che abbia figli.

Adolescenti, pre adolescenti, bambini piccoli e piccolissimi: come abbiamo avuto modo di raccontare in un post precedente, l’età a cui si incomincia a navigare è sempre più bassa.

Richiamiamo qui un dato particolarmente significativo (fonte Save the children): 8 bambini su 10 tra i 3 e i 5 anni sanno utilizzare lo smartphone dei genitori.

I ricercatori americani, in particolare, hanno osservato che noi genitori passiamo più tempo a parlare con i nostri figli di come usare i device tecnologici piuttosto che di quello che loro guardano o scaricano su di essi.

Un altro dato messo in luce nella ricerca è che nelle famiglie è ormai comune il cosiddetto uso parallelo dei media : vale a dire che, mentre sono insieme, i membri della famiglia consultano ciascuno il proprio device nello stesso tempo. Del resto, basta andare in un qualsiasi ristorante e dare un’occhiata per i tavoli: quante volte capita di vedere famiglie sedute in attesa dei piatti, ciascuno concentrato sul proprio cellulare?

Essere a conoscenza dell'attività online dei figli è uno dei compiti più difficili per i genitori contemporanei 

«Uno degli aspetti più complicati del fare i genitori oggi - ha commentato uno dei ricercatori, Sarah Domoff - è riuscire a essere a conoscenza di ciò a cui i bambini sono esposti online, in particolare rispetto ai contenuti veicoli attraverso smartphone. Per questo diventa cruciale che i genitori utilizzino impostazioni di privacy e restrizioni per proteggere i propri figli mentre navigano».

Se volete essere sicuri che i vostri bambini non incappino in contenuti (o persone…) non adatti a loro mentre maneggiano il vostro cellulare, potete anche scaricare alcune app per il controllo parentale dei dispositivi.

Su Google store ce ne sono diverse gratuite (alcune con funzioni premium aggiuntive a pagamento), che lavorano tutte in modo piuttosto analogo: permettono di selezionare preventivamente quello che il bimbo può/non può fare sul vostro device.

Nel caso di figli più grandi, preadolescenti o adolescenti, c’è anche la possibilità di sorvegliare a distanza i loro cellulari. Il buon Salvatore Aranzulla ci spiega come qui.

Certo, dovete prima porvi una domanda etica.

“È giusto o no spiare i propri figli?” 

Una risposta valida per tutti a questa domanda non c’è. Ciascuno in coscienza può rispondere solo dopo personalissime valutazioni relative alla propria situazione in famiglia, al rapporto con i figli, con la tecnologia, con il concetto di privacy.

Se volete qualche elemento in più su cui riflettere, ci sono i dati offerti dal Rapporto Cisf 2017 “Media digitali e social, educazione e famiglia” secondo il quale le famiglie ipercontrollanti e quelle super permissive ottengono entrambe risultati scarsi.

Forse anche quando si parla di tecnologia e internet, ci dovremmo ricordare che il dono più grande che possiamo fare ai nostri figli sono radici della responsabilità unite alle ali dell’indipendenza. Se vogliamo che diventino autonomi, dobbiamo fidarci di loro. Imparando a gestire le nostre ansie.

 

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