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Secondo uno studio nel tardo pomeriggio si bruciano più calorie

Foto di archivio (ANSA)
2' di lettura

I ricercatori hanno dimostrato che tra pomeriggio e sera l’organismo brucia il 10% di calorie in più rispetto alla mattina. Una scoperta che spiega perché mangiare e dormire male faccia aumentare di peso

Il tardo pomeriggio e la sera sono i momenti della giornata in cui si bruciano più calorie. A rivelarlo è uno studio pubblicato su Current Biology dai ricercatori del Brigham and Women's Hospital e della Harvard Medical School. La ricerca afferma che all’imbrunire le persone consumano il 10% di energia in più rispetto alle prime ore del mattino.

Test in un laboratorio senza finestre

I risultati a cui sono giunti i due istituti approfondiscono ancora di più la conoscenza dell’organismo umano e dei suoi meccanismi. Questa scoperta, infatti, rafforza l’importanza del ruolo rivestito dall’orologio circadiano, ossia il ritmo basato sulle 24 ore che regola l’alternarsi di sonno e veglia e governa il metabolismo. Inoltre, aiuta a spiegare perché le irregolarità negli schemi dei pasti e del sonno a causa dei turni di lavoro o di altri motivi contribuiscano ad aumentare il peso corporeo.
I ricercatori hanno pensato a un esperimento al quale hanno partecipato sette persone, che si sono offerte di essere rinchiuse in un laboratorio realizzato ad hoc, senza finestre e senza la possibilità di intravedere l’esterno e capire in quale momento della giornata si trovassero. Inoltre, non avevano la possibilità di accedere ad alcun dispositivo che potesse indicare l’ora, come orologi, telefoni, computer connessi a internet o televisori. Ai soggetti del test veniva quindi comunicato quando andare a letto e quando svegliarsi. Parte centrale dell’esperimento era la notte, i cui tempi venivano di volta in volta spostati in avanti di quattro ore, l’equivalente di un viaggio ad ovest attraverso quattro fusi orari.

Misurare il tasso metabolico

La dottoressa Jeanne Duff, coautrice dello studio, spiega che in questo modo per i sette partecipanti era come fare il “giro del globo ogni settimana. L’orologio interno del loro corpo non poteva tenere il passo, quindi oscillava al proprio ritmo. Questo - conclude - ci ha permesso di misurare il tasso metabolico in tutti i diversi orari biologici del giorno”.

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