I filtri colorati possono aiutare i bambini con dislessia a leggere

Foto di archivio (ANSA)
1' di lettura

Uno studio condotto su 36 bimbi ha dimostrato che l’uso di un filtro verde sullo schermo rende più veloce la lettura per i soggetti affetti da dislessia 

La lettura per i bambini affetti da dislessia potrà essere più semplice e agevole grazie all’utilizzo di filtri verdi. A dimostrarlo è una ricerca condotta da un’equipe di studiosi francesi e brasiliani e pubblicata sulla rivista “Research in Developmental Disabilities”.

Un filtro verde per agevolare la lettura

I ricercatori hanno preso in esame 36 bambini, 18 con dislessia e 18 senza, scelti appositamente dall’ospedale “Robert Debré” di Parigi. A tutti è stato chiesto di leggere alcuni testi estratti da libri adatti alla loro età e visualizzati sullo schermo di un computer con un filtro verde, uno giallo oppure senza filtro. "Sono disponibili 12 colori - commenta Josè Angelo Barela, firma principale di questo studio - ma ne abbiamo scelti due, giallo e verde, perché un test molto lungo sarebbe stato troppo impegnativo”. Lo scopo della ricerca era quello di osservare se i filtri influenzassero in qualche maniera la velocità di lettura. “Un bambino con dislessia - continua Barela - deve fissare lo sguardo sulle parole per un tempo più lungo per comprendere un testo. La velocità di lettura è di conseguenza più lenta”. Per monitorare i movimenti oculari, invece, gli studiosi hanno utilizzato degli occhiali dotati di telecamere che, grazie a segnali luminosi a infrarossi, registravano il comportamento di ciascun occhio in modo indipendente.

Una lettura più veloce

Il risultato è stato sorprendente. Mentre l’utilizzo di un filtro colorato o di nessun filtro non ha comportato alcun cambiamento nella velocità di lettura nei bambini senza dislessia, il dispositivo oculare ha rilevato che il filtro verde permetteva ai bambini con questo disturbo una significativa velocizzazione nella lettura di un testo, permettendo loro di soffermarsi su un gruppo di parole per 500 millesimi di secondo anziché 600 come osservato con il filtro giallo o senza alcun filtro.
L’utilizzo dei filtri colorati in questo campo non è una novità. La loro prima applicazione risale al 1983 e sono stati ideati anche per essere d’aiuto a bambini affetti da altri disturbi come autismo e deficit di attenzione e iperattività.

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