Il 25% degli italiani è allergico, ma la metà si cura male

Immagine di archivio (Getty Images)
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Lo afferma l’AAIITO, che evidenzia la mancanza di strutture dedicate alla cura delle allergie e propone al Ministero della Salute una serie di possibili soluzioni 

Le allergie sono patologie in continua diffusione, a tal punto che un italiano ogni quattro ne sarebbe affetto. Il vero problema, tuttavia, è come guarire da questa condizione: il 50% delle persone colpite infatti non è in grado di trovare una cura adatta, sia per l’assenza di strutture, che per la tendenza a sottovalutarne i sintomi. A fare il punto sulla situazione è l’Associazione Allergologi ed Immunologi Italiani Territoriali ed Ospedalieri (AAIITO), che sollecita il Ministero della Salute a trovare soluzioni più efficaci per combattere il fenomeno, come per esempio la creazione di strutture ad hoc dedicate alla cura delle reazioni allergiche.

Poche strutture, molte allergie

In un incontro tenuto alla Camera, l’AAIITO ha presentato una mappatura riferita al territorio italiano nel 2017 che mostra come esistano in tutto il Paese soltanto 13 strutture complesse e 58 strutture semplici mirate alla cura delle allergie. Inoltre, dei 180 medici che si sono specializzati in allergologia negli ultimi cinque anni, oltre il 50% non ha trovato lavoro in enti del settore. Tuttavia, i numeri vanno in controtendenza rispetto alla diffusione delle patologie: 12 milioni di persone in Italia soffrono di allergie respiratorie, mentre quelle alimentari colpiscono tra il 3 e 4% degli adulti e il 10% di giovani e bambini. Particolarmente comuni anche le reazioni allergiche ai farmaci, che riguardano il 20% di pazienti in ospedale e il 7% della popolazione in generale.

Le possibili soluzioni

Secondo il presidente AAIITO, Antonio Musmarra, contrariamente alla percezione di molta gente, le allergie possono includere “anche forme gravi come l'asma, l'anafilassi da alimenti, farmaci e punture di imenotteri”. Per questa ragione, insieme con altre associazioni, l'AAIITO intende stimolare il Ministero della Salute ad affrontare il problema, proponendo inizialmente quattro soluzioni. Si va dallo studio di strategie che possano portare a una diagnosi precoce, per prevenire lo sviluppo delle patologie, a un modello che preveda ambulatori di primo e secondo livello per gestire rispettivamente casi semplici e criticità. Infine, tra le proposte ci sarebbero una distribuzione più omogenea delle strutture a livello nazionale e rendere gratuite alcune delle principali terapie di guarigione.

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