Malaria, reazione a catena genetica annienta le zanzare portatrici

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Gli scienziati sono riusciti a rendere sterili gli esemplari femmina, principali responsabili della trasmissione della malattia 

Per la prima volta, una reazione genetica a catena ha annientato intere popolazioni di zanzare anofele, responsabili della trasmissione della malaria. La tecnica prevede l’interruzione della loro capacità riproduttiva. Durante i test, condotti in laboratorio, gli insetti della specie Anopheles gambiae sono stati azzerati nell’arco di 7-11 generazioni. L’esperimento è stato condotto in Gran Bretagna dal team di ricerca guidato dall’italiano Andrea Crisanti. I risultati sono stati pubblicati su Nature Biotechnology. Se al termine della sperimentazione (ci vorranno ancora circa una decina d'anni) i risultati fossero positivi, la tecnica potrebbe diventare uno strumento importante per combattere la malattia.

Sterilizzate le femmine

La malaria è tra le malattie più letali al mondo. Nel 2016 la patologia, trasmessa dalle zanzare, ha infettato 194 milioni di persone in Africa e causato 445.000 morti. Il team di ricercatori, guidato da Crisanti, biologo dell'Imperial College di Londra, ha alterato un gene per bloccare la capacità riproduttiva delle zanzare. Con il nuovo metodo, gli scienziati sono riusciti a rendere sterili gli esemplari femmine. Durante l’esperimento è stata utilizzata la tecnica del ‘gene drive’ per diffondere il gene modificato nell’intera popolazione. I maschi lo hanno trasmesso alle zanzare femmine, responsabili della diffusione della malattia, per permetterne l’attivazione. Attraverso questo procedimento le zanzare portatrici della malaria sono state rese sterili. Secondo gli scienziati, tramite questa tecnica, le popolazioni di zanzare potrebbero essere portate all'estinzione entro undici generazioni.

Dieci anni di ricerca

I risultati ottenuti sono il frutto di dieci anni di ricerca: era stata dimostrata la fattibilità della tecnica, ma mancavano ancora prove concrete. “È uno studio fondamentale perché dimostra per la prima volta come si possano controllare specie nocive per l'uomo usando la genetica”, spiega Crisanti. “È stato identificato il gene delle zanzare attraverso il quale si può bloccare la capacità riproduttiva delle femmine: i maschi fertili lo trasmettono alla progenie e la popolazione collassa”, aggiunge. Ci vorranno ancora tra cinque e dieci anni prima di arrivare alla sperimentazione sul campo, ma “in ogni caso sono risultati molto incoraggianti che dimostrano il fatto che si è sulla strada giusta”, conclude il ricercatore.

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