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Emicrania, secondo uno studio ne soffrono soprattutto le donne

Foto di archivio (Getty Images)
1' di lettura

La Society for Women's Health Research ha convocato un gruppo di ricercatori, medici e avvocati al fine promuovere l’attuazione di ulteriori ricerche in questo ambito 

L’emicrania è una patologia neurologica cronica, caratterizzata da ricorrenti cefalee, spesso associate a una serie di sintomi del sistema nervoso autonomo. È facilmente riconoscibile in quanto provoca un dolore, quasi sempre unilaterale, che colpisce metà testa. Si associa, nella maggior parte dei casi, a fotosensibilità, disturbi uditivi e, talvolta, può causare nausea e vomito. Solitamente, il paziente emicranico presenta pallore in viso e occhiaie.

Il rapporto della Society for Women's Health Research

Un disturbo che colpisce prevalentemente le donne. Secondo un rapporto stilato della Society for Women's Health Research, infatti, gli individui di sesso femminile soffrono di emicrania con maggiore frequenza e in forme più gravi: nelle donne sarebbe addirittura tre volte più comune che nei maschi.
Per cercare di comprendere le cause di questo fenomeno, la Society for Women's Health Research (SWHR) ha convocato un gruppo di ricercatori, medici e avvocati al fine promuovere l’attuazione di ulteriori sperimentazioni.
L’SWHR è un’organizzazione non profit impegnata a favorire la ricerca sulle differenze biologiche nelle malattie e il miglioramento della salute delle donne attraverso la scienza, la politica e l'istruzione. Nel suo rapporto, pubblicato sulla rivista Journal of Women's Health, si legge che l’emicrania colpisce, nel corso della vita, il 43% delle persone di sesso femminile e solamente il 18% degli uomini.
Il disturbo, inoltre, potrebbe accompagnarsi ad altre patologie, quali la depressone.

Differenze di genere legate agli ormoni

Probabilmente, queste differenze di genere sono determinate anche da fattori ormonali, legati agli estrogeni. Le donne, nel corso della propria vita, soffrono di emicranie differenti, in quanto gli ormoni subiscono delle fluttuazioni rilevanti non solo nella pubertà, ma anche durante la gravidanza, l’allattamento e la menopausa.
Dal rapporto emerge come la patologia colpisca in forma più grave soprattutto le donne tra i trenta e i quaranta anni, il periodo in cui si è più produttivi e si hanno maggiori responsabilità.
“Una migliore comprensione dei fattori biologici e socioculturali che impattano sull'emicrania migliorerà diagnosi e trattamenti per entrambi i generi”, spiegano gli esperti convocati dall’SWHR.

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