Le bambine scrivono e leggono meglio dei bambini già a 9 anni

Salute e Benessere
Foto di archivio
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Secondo una nuova ricerca, guidata da David Reilly della Griffith University in Australia, le bimbe sarebbero in grado di svolgere le due attività con risultati migliori dei loro coetanei maschi 

Le bimbe di nove e dieci anni scrivono e leggono meglio dei loro coetanei maschi. Il divario cresce man mano che avanza l’età. Emerge da una ricerca compiuta dal team di ricerca guidato da David Reilly della Griffith University in Australia. Secondo i risultati dei test, eseguiti su ragazzi e ragazze di età compresa tra i nove e diciassette anni, le femmine sono riuscite a ottenere punteggi significativamente più alti in entrambe le pratiche.

Divario aumenta con l’età

I ricercatori hanno analizzato i dati forniti dal National Assessment of Educational Progress su un campione di oltre 3,4 milioni di studenti nell’arco di 27 anni. Sono stati esaminati i risultati di test standardizzati su lettura e scrittura. A essere prese in esame sono state le età tra 9 e 10 anni, 13 e 14, 17 e 18. Già nel primo gruppo analizzato sono state riscontrate prestazioni migliori da parte delle bambine. Con l'avanzare dell'età il divario dei risultati si allarga ulteriormente. La divergenza è stata molto più significativa per la scrittura, mentre è stata meno evidente per la lettura. “Sembra che la differenza di genere per queste attività sia stata notevolmente sottovalutata e che, nonostante gli sforzi per migliorare i metodi di insegnamento, non sembra ridursi nel tempo", spiega Reilly.

Cause comportamentali e cerebrali

Gli autori hanno elaborato diverse teorie per spiegare i risultati. Una delle cause potrebbe essere la pressione esercitata dai coetanei verso le norme di comportamento maschile: questo fattore potrebbe indurli a non rendere la lettura una priorità. Un’altra teoria riguarda l’uso degli emisferi cerebrali: le ragazze li userebbero entrambi durante i compiti di lettura e scrittura, mentre i ragazzi, secondo gli studiosi, sfrutterebbero solo un singolo emisfero. “I risultati non implicano necessariamente che i maschi e le femmine abbiano stili di apprendimento diversi e non devono essere usati per sostenere le richieste di educazione separata per i due sessi. Sarebbe contro producente. Piuttosto i risultati indicano che bisogna adattare i metodi educativi ai bisogni dei ragazzi. È necessario invogliarli a leggere e scrivere”, conclude il ricercatore. 

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