Sindrome da rientro, ne soffre un italiano su due. Lo dice uno studio

Foto di archivio (Getty Images)
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Da quanto è emerso dallo studio online, pubblicato su In a Bottle, il 23% delle persone si ritroverebbe in preda all’ansia, il 28% alle preoccupazioni e il 27% si sentirebbe addirittura depresso al termine delle ferie 

Le vacanze, per buona parte degli italiani, stanno giungendo al termine in questi ultimi giorni di agosto 2018. Per il 50% della popolazione, però, il ritorno alla vita e agli stress quotidiani è caratterizzato da una condizione di malessere generale, conosciuto con il nome di ‘sindrome da rientro’. A dimostrarlo è il quadro delineato da uno studio online, pubblicato su In a Bottle, che ha coinvolto ben 3.500 individui residenti in Italia.

I numeri non mentono

Le preoccupazioni sembrano iniziare proprio negli ultimi giorni di relax, quando le persone realizzano che il tempo dedicato allo svago sta per concludersi. Un italiano su tre (il 33%) conferma di non sentirsi per niente in forma e di non essere pronto ad affrontare la routine. Il 23% si sentirebbe in preda all’ansia, il 28% alle preoccupazioni e il 27% sarebbe addirittura depresso. Solo il 21% degli intervistati affronta serenamente il ritorno alle proprie abitudini. I disturbi accusati, una volta riabbracciata la quotidianità, sono soprattutto la svogliatezza e la poca concentrazione (avvertite dal 18% degli italiani) e il desiderio di tornare in vacanza, espresso invece dal 31% degli intervistati.

Parere degli esperti e soluzione

Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva, ha spiegato che la ‘sindrome da rientro’ è spesso responsabile dell’irritabilità e del malumore, causati soprattutto dalla scarsa concentrazione. “Il corpo e la mente devono riabituarsi alla quotidianità rientrando nello schema rigido imposto dalla società”, spiega l’esperto.
Le vacanze possono, inoltre, incidere sulla salute: il cambiamento di abitudini, l’eccesso nell’assunzione di alcolici e cibo e l’avventurarsi in sport estremi senza l’adeguata preparazione non devono essere sottovalutati. “Il rischio più temuto è proprio quello di tornare con qualche chilo di troppo”, sottolinea Luca Piretta, nutrizionista e docente dell’Università Campus Bio-Medico di Roma.
L’unico accorgimento che si può adottare per alleviare i sintomi della ‘sindrome’ è una corretta idratazione del corpo. L’acqua, infatti, ricopre un ruolo fondamentale in tutte le reazioni chimiche cellulari e permette un corretto afflusso sanguigno ai tessuti.

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