L'allarme dei bagnini, figli in pericolo: genitori distratti dagli smartphone

Foto di archivio (Getty Images)
2' di lettura

Più di 300 persone hanno perso la vita nelle acque tedesche nell'ultimo anno. Il numero crescente degli annegamenti infantili, secondo quanto riferito dal The Guardian, sarebbe da imputare alla disattenzione dei genitori concentrati sui telefonini 

I bagnini della German Lifeguard Association (DLRG), l'organizzazione che conta 40.000 volontari operanti nelle spiagge tedesche, nei laghi e sulla costa, lanciano un allarme rivolto ai genitori: più di 300 persone, come riportato dal The Guardian, hanno perso la vita nelle acque tedesche.
Il numero crescente degli annegamenti infantili, stando a quando affermano i bagnini, sarebbe da imputare alla disattenzione dei genitori, la cui concentrazione è focalizzata principalmente sugli smartphone.
“Quando i figli e i nipoti sono in acqua, è opportuno riporre lo smartphone in un luogo sicuro e tenere sotto controllo i bambini”, le parole di Achim Wiese, portavoce della DLRG. Peter Harzheim della federazione tedesca dei supervisori di piscine ha invece dichiarato che, spesso e volentieri, gli adulti sono fermamente convinti che portare i propri figli a giocare in vasca equivalga ad accompagnarli all’asilo, aggiungendo: “È triste che i genitori si comportino così negligentemente nell’era degli smartphone”.

La colpa è anche della scuola?

Le associazioni tedesche dei bagnini hanno inoltre mosso un'accusa al sistema scolastico, sostenendo che non dedichi sufficientemente attenzione all’educazione di studenti e genitori. Le lezioni di nuoto, a detta della DLRG, dovrebbero essere obbligatorie sin dalla tenera età. La colpa sembra inoltre ricadere, sia sui tagli al bilancio, che spesso e volentieri costringono le piscine ad accorciare i tempi di apertura, che al poco tempo libero dei genitori, che negli ultimi anni si vedono costretti a lavorare a tempo pieno. I dati evidenziati dalla German Lifeguard Association rilevano che sono stati più di 20 i bambini di età inferiore ai 15 anni che hanno perso la vita nelle acque tedesche, mentre arriva a 40 il numero dei decessi dei giovani di età compresa tra i 16 e i 25 anni. “A molte persone manca la giusta conoscenza su come comportarsi in acqua: i bambini non sanno praticamente nulla circa le temperature e le correnti presenti nei mari e nei laghi”, sottolinea Axel Dietrich della DSV ai media tedeschi.
In Italia, secondo l’Iss, avvengono in media 400 casi di annegamento all’anno, 20 dei quali riguarderebbero proprio i bambini.

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