Apprendere mentre si dorme? Il cervello fa più fatica

Foto di archivio (Getty Images)
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Secondo uno studio condotto dall’ULB Neuroscience Institute, le capacità di apprendimento sarebbero limitate durante il sonno a onde lente: il cervello percepisce i suoni ma non sa organizzarli in sequenza 

L'ipnopedia, anche conosciuta come la capacità di apprendere durante il sonno, fu resa celebre negli anni '60 da ‘Brave New World’, il romanzo di fantascienza scritto da Aldous Huxley, in cui gli individui venivano indirizzati allo svolgimento di futuri compiti durante il sonno. Questo concetto è stato progressivamente abbandonato a causa della mancanza di prove scientifiche affidabili a sostegno della tesi.

Il sonno a onde lente

Recentemente, però, alcune ricerche sono riuscite a dimostrare come l'acquisizione di associazioni elementari come la risposta stimolo-riflesso sia possibile durante il sonno, sia nell'uomo, che negli animali. Tra questi, uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports dai ricercatori dell'ULB Neuroscience Institute (UNI), mostra che, mentre il cervello è in grado di continuare a percepire i suoni durante il sonno, la capacità di organizzarli in una sequenza precisa è presente solo nella fase di veglia. Questa scompare completamente, invece, durante la sospensione totale o parziale della coscienza e della volontà.
Il ricercatore Juliane Farthouat, sotto la direzione di Philippe Peigneux, docente presso la Facoltà di Scienze e Scienze Psicologiche del medesimo Ateneo, ha usato la magnetoencefalografia (MEG) per registrare l'attività cerebrale sia durante il sonno a onde lente sia durante la veglia. I partecipanti all'esperimento sono stati esposti a flussi veloci di suoni puri, organizzati in modo casuale, mentre erano addormentati. Le risposte cerebrali osservate con la MEG hanno mostrato il rilevamento di suoni isolati, mentre nessuna risposta è riuscita invece a dimostrare che questi potessero essere organizzati secondo uno schema logico. Diversamente, durante la veglia, la MEG ha rilevato come tutti i partecipanti avessero presentato risposte cerebrali in grado di riflettere il raggruppamento di suoni in periodi di tre elementi.
I risultati di questo studio suggeriscono limitazioni intrinseche nell'apprendimento di nuovi concetti durante il sonno a onde lente, che potrebbe invece ridurre le capacità di apprendimento del cervello addormentato a semplici associazioni elementari.

L’importanza del sonno

Dormire bene può risultare determinante per ottenere risultati scolastici migliori. Secondo quanto emerso da una ricerca della Uc Berkeley e della Northeastern Illinois University e pubblicata su Scientific Reports, questi sarebbero influenzati dal ritmo dormi-veglia, anche noto come ‘orologio biologico’. Secondo gli autori della ricerca, che hanno profilato l'attività giornaliera di circa 15mila studenti dei college, l'unica contromisura possibile per combattere la discrepanza fra gli orari scolastici e il proprio ‘orologio biologico’ sarebbe la personalizzazione degli orari delle lezioni. Secondo il dottor Smarr, uno dei curatori dello studio, si dovrebbe lavorare per rendere l'istruzione più vicina alle esigenze degli studenti, cosicché l'apprendimento e le lezioni siano strutturate in modo da sfruttare l'ora del giorno in cui un determinato scolaro sia più propenso a imparare.

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