Parkinson, terapia agli ultrasuoni per curare tremore testata a Verona

Il nuovo macchinario utilizza gli ultrasuoni per distruggere le alterazioni benigne dei tessuti (foto: archivio Getty Images)
2' di lettura

Consentirebbe di trattare in maniera non invasiva le patologie neurologiche invalidanti. È stata inaugurata all'ospedale Borgo Trento nel capoluogo veneto

A Verona, all'ospedale Borgo di Trento, è stata sperimentata una terapia non invasiva che utilizza gli ultrasuoni e che agirebbe anche sui tremori dominanti del morbo di Parkinson. Si tratta del primo macchinario in Europa che utilizza questa tecnica. Potrebbe essere un nuovo passo avanti nel trattamento delle malattie neurologiche invalidanti.

La tecnica agli ultrasuoni

MRgFus è l'acronimo che identifica la macchina, la prima di questo tipo installata in Europa, grazie ad un investimento di oltre 7 milioni di euro, reso possibile anche da un contributo di 1,36 milioni della Fondazione Cariverona. Questo strumento viene utilizzato nella cura di patologie neurologiche, oncologiche e nel campo della salute della donna, per fibromi uterini e adenomiosi. Si tratta di uno degli unici dispositivi che lavora con un sistema di risonanza ad alto campo 3 Tesla. Secondo quanto ha spiegato il direttore generale dell'azienda ospedaliera, Francesco Cobello, consentirebbe di trattare in modo non invasivo diversi tipi di patologie, sfruttando gli ultrasuoni per distruggere le alterazioni benigne dei tessuti, senza alterare quelli sani circostanti. Ciò avverrebbe attraverso un aumento della temperatura controllato grazie al supporto di "imaging" anatomico e termometrico della risonanza magnetica.

Una terapia contro il Parkinson

La macchina agli ultrasuoni sarebbe in grado di alleviare diversi tipi di tremore: da quello essenziale, al dolore neuropatico, passando per il tremore dominante da Parkinson. "Lo sviluppo di questa nuova terapia - ha concluso Cobello - applicata ai trattamenti delle patologie neurofunzionali, consente di risolvere in modo immediato e con estrema accuratezza sintomatologie talmente gravi da interferire con la vita normale". Le applicazioni sono già state avviate con successo dall'ospedale di Verona su un campione di pazienti selezionato da un team multidisciplinare di neuroradiologi, neurologi, neurochirurghi e fisici medici.

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