L'Oms avverte: "500mila casi di infezioni antibiotico resistenti"

Foto d'archivio (Getty Images)
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I numeri arrivano dal primo rapporto dell’Organizzazione mondiale della Sanità sulla sorveglianza dell’antibioticoresistenza. Ma la stima è inferiore ai dati reali e comprende solo 22 Paesi. Gli esperti: "Situazione seria a livello globale"

Nel mondo ci sono almeno 500mila casi di persone che hanno un’infezione resistente agli antibiotici, dall’escherichia coli  allo stafilococco aureo. È questo il dato che arriva dal primo rapporto dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per sorvegliare l’antibioticoresistenza.

Stima al di sotto dei dati reali

La stima, però, è molto al di sotto dei dati reali, e a oggi infatti sono disponibili solo le casistiche di 22 Paesi. Inoltre, nello studio, non rientrano i casi di resistenza a infezione da tubercolosi (Tbc), dal momento che l'Oms fornisce aggiornamenti annuali in un rapporto specifico e secondo l'ultimo, nel 2016, sono stati almeno 490mila i casi di Tbc multiresistente, da aggiungere quindi al computo totale. Nel report, si sottolinea comunque che quanto scoperto “conferma una situazione seria a livello globale”, come ha fatto sapere il dottor Marc Sprenger, il direttore per l'Oms dell’antimicrobial resistance secretariat. "Alcune delle infezioni più comuni al mondo - e potenzialmente delle più pericolose - stanno mostrando di essere resistenti", ha aggiunto l'esperto, "e la cosa più preoccupante di tutte è che i patogeni non rispettano i confini nazionali. Per questo l’Oms sta incoraggiando tutti i Paesi a creare buoni sistemi di sorveglianza", per individuare proprio le resistenze agli antibiotici e per fornire dati a livello globale. "La sorveglianza", ha poi spiegato Carmem Pessoa-Silva, coordinatrice del progetto, "è ai suoi inizi, ma è vitale" per sviluppare la comprensione del fenomeno e per "anticipare e affrontare una delle più grandi minacce alla salute pubblica globale".

Il sistema di sorveglianza Glass

Il sistema di sorveglianza Global antimicrobial surveillance system (Glass) è stato lanciato dall'Oms nell'ottobre 2015 per far fronte a un'emergenza crescente: quella di super batteri che non rispondono agli antimicrobici normalmente utilizzati per debellarli. Tra i pazienti con sospetta infezione resistente, la percentuale di quelli con batteri resistenti ad almeno uno degli antibiotici più comuni variava enormemente tra i diversi Paesi: da zero all'82%. La resistenza alla penicillina, la medicina usata per decenni in tutto il mondo per trattare la polmonite, variava da zero al 51% tra i Paesi segnalanti. Ad oggi 52 Paesi (di cui 25 ad alto reddito) sono iscritti al sistema Glass. Solo 40 hanno dato informazioni sui loro sistemi di sorveglianza nazionali e solo 22 hanno fornito dati sui livelli di resistenza. I batteri resistenti più comunemente riportati sono stati escherichia coli, klebsiella pneumoniae, staphylococcus aureus e streptococcus pneumoniae. 

Data ultima modifica 29 gennaio 2018 ore 11:40

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