Teenager sempre più incollati allo smartphone e infelici

Gli smartphone, insieme a pc e tv sono attività prevalentemente veicolate dallo schermo (Getty Images)
3' di lettura

Secondo uno studio della San Diego State University, pubblicato sulla rivista Emotion, gli adolescenti che passano più tempo dietro uno schermo tendono ad essere maggiormente insoddisfatti dei coetanei più attivi nel mondo "reale"

La ricetta della felicità non passa dai cristalli liquidi degli smartphone e dei computer: lo rivela una ricerca dell'università di San Diego (Stati Uniti) che ha riconosciuto come gli adolescenti che trascorrono la maggior parte del loro tempo sommersi dagli strumenti tecnologici siano meno felici dei coetanei più attivi in relazioni sociali dal vivo o nello sport.

Il metodo

Lo studio si è avvalso delle risposte fornite da oltre un milione di statunitensi in un ampio sondaggio nazionale, il Monitoring the Future. I ragazzi hanno dovuto rispondere a domande relative alle proprie abitudini nel tempo libero, ed è stato loro richiesto di giudicare il proprio grado di felicità. Nel dettaglio, è emerso che gli adolescenti più impegnati nell'uso dei social media, delle chat e dei videogiochi dichiarano livelli di felicità inferiori rispetto a coloro che passano la maggioranza del proprio tempo in attività non veicolate da uno schermo (ad esempio leggere giornali o riviste, fare sport, uscire con gli amici). Allo stesso tempo, la totale astinenza dal monitor o dal display non sarebbe associata a benessere: i migliori livelli di felicità sono stati riscontrati, infatti, fra i giovani che affermano di usare pc, smartphone e simili, poco meno di un'ora al giorno.

Tendenze in evoluzione

L'aspetto per certi versi più preoccupante dello studio è che, a partire dal 2012, i livelli riportati nell'autostima e nella felicità degli adolescenti americani sono scesi significativamente. Un calo coinciso con la proliferazione dei dispositivi corredati di display: nel 2012, infatti, oltre il 50% degli americani diventa proprietario di uno smartphone. Secondo gli autori, l'erosione del tempo trascorso nelle relazioni nel mondo "reale", sperimentata fra 2012 e 2016, sarebbe giustificata soprattutto dalla diffusione di questi strumenti tecnologici e spiegherebbe anche il conseguente "calo nel benessere psicologico degli adolescenti".

Il commento

"Sebbene questo studio non possa mostrare i rapporti causa-effetto, molte altre ricerche hanno dimostrato che un maggiore utilizzo dei social media porta all'infelicità, anche se l'infelicità non porta a un maggiore utilizzo dei social media", ha detto il professor Jean M. Twenge. "La chiave per l'uso dei media digitali e la felicità è l'uso limitato", ha aggiunto ancora il ricercatore, sottolineando come il miglior compromesso per raggiungere il benessere sia "non passare più di due ore al giorno su questi strumenti e aumentare la quantità di tempo che si trascorre incontrando gli amici faccia a faccia".

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