Morbillo: 2400 casi nel 2017, circa 200 tra operatori sanitari

Salute e Benessere
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Secondo l’ottavo numero del bollettino settimanale nato per monitorare la diffusione della patologia in Italia, in quattro casi su dieci è necessario il ricovero. L’età media dei contagiati è di 27 anni e l'89% dei malati non era stato vaccinato

Continua a salire il numero dei casi di morbillo registrati in Italia dall’inizio del 2017: sono 2.395, secondo quanto emerge dall’ottavo numero del bollettino settimanale nato per monitorare l'epidemia nel nostro Paese. In 197 episodi, a contrarre la malattia sono stati operatori sanitari che lavorano a stretto contatto con i pazienti e che quindi sono a rischio di ammalarsi ma anche in grado di veicolare il virus e, proprio per questo, viene loro consigliato di immunizzarsi. Resta alto anche il numero di complicanze registrato e in quattro casi su dieci è stato necessario il ricovero.

Età media di contagio 27 anni e 89% dei soggetti non vaccinati

Nei dati settimanali raccolti da Ministero della Salute e dall'Istituto superiore della sanità, si evidenzia però un trend decrescente dell'epidemia di morbillo, anche se i numeri restano comunque allarmanti, soprattutto se si fa un confronto con il 2016. L’anno scorso, infatti, i casi di morbillo erano stati molti di meno, e si erano fermati a un totale di 844. Per quanto riguarda il 2017, dei quasi 2.400 casi registrati, in particolare, 700 si sono verificati in Lazio, 533 in Piemonte, 317 in Lombardia e 289 in Toscana. In generale l'età media dei contagiati è di 27 anni e l'89% di loro non erano stati vaccinati. Ma si è ammalato anche un  7% di soggetti che avevano fatto il vaccino con una sola dose, comunque non sufficiente ad assicurare copertura. Il 34% ha avuto almeno una complicanza, il 40% è stato ricoverato e il 15% ha scelto di rivolgersi a un pronto soccorso. Le complicanze che sono state riscontrare nella maggior parte dei casi sono diarrea, stomatite, congiuntivite, polmonite, epatite e insufficienza respiratoria.

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