Lazio, lo studio: in regione le donne vivono più a lungo, sono 2/3 degli over 80

Lazio

Emerge dal primo Rapporto sulla salute di Genere, realizzato dal Dipartimento di Epidemiologia regionale

ascolta articolo

Nel Lazio la popolazione femminile vive mediamente più a lungo, cinque anni in più rispetto alla popolazione maschile. Emerge dal primo Rapporto sulla salute di Genere, realizzato dal Dipartimento di Epidemiologia regionale (DEP Lazio) e presentato oggi dal Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti e l'Assessore alla Sanità, Alessio D'Amato. Secondo lo studio la speranza di vita alla nascita delle donne è 84,5 anni contro 79,8 anni degli uomini. Inoltre, la maggior durata di vita media delle donne fa sì che nella popolazione anziana le donne siano più numerose. Rispetto alla popolazione over 80, i 2/3 sono donne e di queste l'85% ha almeno una patologia cronica, un dato importante da considerare nella definizione dei bisogni di salute della popolazione.

I dati sulle patologie

Secondo la ricerca la demenza colpisce più le donne mentre sovrappreso e obesità colpiscono più gli uomini. La diversità di genere non riguarda solamente le patologie croniche. I dati documentano infatti che la proporzione di donne con infarto che effettuano un'angioplastica primaria è significativamente inferiore rispetto agli uomini. Nelle donne è inoltre meno probabile un'adeguata terapia post-infarto. Per quanto riguarda i tumori, anche se complessivamente più frequenti nei maschi, le donne hanno un incidenza di tumore più alta tra i 40 e i 64 anni attribuibile al tumore della mammella che, anche grazie ai programmi di screening e ai progressi terapeutici ha visto un aumento della sopravvivenza.

Zingaretti: "Primi a realizzare uno studio sulla salute di genere"

"Il Lazio è la prima Regione italiana a realizzare uno studio sulla salute di genere, anche al fine di orientare gli interventi programmati con il PNRR in ambito sanitario - ha dichiarato il presidente della regione, Nicola Zingaretti -. Questo rapporto è un lavoro prezioso che porterà un forte contributo nello sviluppo delle cure più appropriate per le patologie più frequenti nelle donne, favorendo anche una migliore definizione dei programmi per la promozione di campagne di comunicazione e informazione rivolte al cittadino allo scopo di diffondere informazioni sulla salute di genere". Secondo l'assessore regionale alla Salute, Alessio D'Amato, "anche la pandemia Covid ha messo in evidenza importanti differenze. L'incidenza dell'infezione è risultata maggiore nelle donne soprattutto nelle fasce di età più giovani (25/54anni). Tutti questi approfondimenti sono contenuti nel rapporto ed è la prima volta che una Regione italiana realizza un rapporto di salute di genere così esteso e completo".

Roma: I più letti