Comunione e Liberazione, don Carron si dimette da presidente

Lazio

Il teologo spagnolo aveva preso la guida del movimento dopo la morte del fondatore don Luigi Giussani, avvenuta il 22 febbraio 2005. Ha spiegato di essersi dimesso "per favorire che il cambiamento della guida a cui siamo chiamati dal Santo Padre ˗ attraverso il Decreto sull'esercizio del governo all'interno dei movimenti ˗ si svolga con la libertà che tale processo richiede"

Don Julián Carrón si è dimesso da presidente della fraternità di Comunione e Liberazione. Lo si apprende dal sito ufficiale di CL tramite una lettera. Il teologo spagnolo aveva preso la guida del movimento dopo la morte del fondatore don Luigi Giussani, avvenuta il 22 febbraio 2005, venendo eletto il 19 marzo 2005 Presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione e nominato (il 13 maggio 2005) Consigliere ecclesiastico della Associazione Memores Domini, entrambe fondate da don Giussani.

Don Carron: "Decisione presa per favorire cambiamento"

"In questo momento così delicato della vita del movimento - scrive don Carron nella lettera -, ho deciso di presentare le mie dimissioni da Presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, per favorire che il cambiamento della guida a cui siamo chiamati dal Santo Padre ˗ attraverso il Decreto sull'esercizio del governo all'interno dei movimenti ˗ si svolga con la libertà che tale processo richiede. Questo porterà ciascuno ad assumersi in prima persona la responsabilità del carisma", spiega Carron nella lettera, pubblicata sul sito di CL. "È stato un onore per me esercitare questo servizio per anni, un onore che mi riempie di umiliazione per i miei limiti e se ho mancato nei confronti di qualcuno di voi. Rendo grazie a Dio per il dono della compagnia di cui ho potuto godere, davanti allo spettacolo della vostra testimonianza quotidiana, da cui ho imparato costantemente e da cui voglio continuare a imparare. Vi auguro di vivere questa circostanza come occasione di crescita della vostra autocoscienza ecclesiale - ha concluso -, per poter continuare a testimoniare la grazia del carisma donato dallo Spirito Santo a don Giussani, che rende Cristo una presenza reale, persuasiva e determinante, che ci ha investito e trascinato dentro un flusso di vita nuova, per noi e per il mondo intero", conclude. 

Roma: I più letti