Gaia e Camilla, Pietro Genovese non risponde al controllo notturno. La replica: “Dormiva”

Lazio

Il giovane, condannato per aver investito e ucciso le due ragazze, non ha risposto ai carabinieri passati dalla sua abitazione, alla 1.10 di notte. Il pg ha chiesto l'aggravamento della misura cautelare, ma l'istanza è stata respinta dai giudici perché “a quell’ora è possibile che Genovese stesse dormendo”

Pietro Genovese, condannato in appello  per aver investito e ucciso Camilla Romagnoli e Gaia Von Freymann, non ha risposto al citofono ai carabinieri passati dalla sua abitazione, alla 1.10 di notte, a controllare se stesse rispettando l'obbligo di permanenza notturna presso il proprio domicilio. Per questo, il procuratore ha chiesto l'aggravamento della misura cautelare, ma la Corte ha respinto l'istanza spiegando che “a quell’ora è possibile che Genovese stesse dormendo”. L'episodio è avvenuto lo scorso 28 luglio, ma la notizia è stata riportata oggi dal Corriere della Sera.

L’incidente

Camilla e Gaia, 16enne, la notte dell'incidente, avvenuto nel dicembre 2019, si trovavano in corso Francia, nella zona di Ponte Milvio, quando, dopo la mezzanotte, sono state investite da un suv, guidato dal ventenne, mentre attraversavano la strada. Il ragazzo si è fermato subito dopo lo schianto e ha atteso l’arrivo dei soccorsi. Genovese era stato a una cena e poi si era messo alla guida, diretto a una festa.

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