Scuola, presidi Lazio: “Riapertura del 26 aprile è solo scaricabarile”

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Per Mario Rusconi, presidente ANP-Lazio, la riapertura della prossima settimana con la presenza del 100% degli studenti non è "un atto di fiducia verso la ripresama un ulteriore scaricabarile degli amministratori verso i dirigenti scolastici"

"La riapertura delle scuole del prossimo 26 aprile prevista dal governo con la presenza al 100% degli studenti delle superiori più che un atto di fiducia verso la ripresa ci sembra un ulteriore scaricabarile degli amministratori verso i dirigenti scolastici". È questa la posizione di Mario Rusconi, presidente ANP-Lazio, in vista della riapertura della prossima settimana. "Da mesi - ha dichiarato Rusconi all’ANSA - chiediamo che vengano rivisti i criteri delle formazioni delle classi con un massimo di 20 alunni, la creazione di spazi per le scuole dove poter fare didattica, una anagrafe degli edifici scolastici il tracciamento dei contatti, tamponi ripetuti: tutto è rimasto senza risposta”. (COVID: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - MAPPE E GRAFICI DEL CONTAGIO - LA SITUAZIONE NEL LAZIO)

Spazi non garantiscono il distanziamento

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"A Roma - ha aggiunto Rusconi - oltre il 70% degli edifici risale agli anni 70 del secolo scorso, se non addirittura del secolo ancora precedente come lo storico liceo Cavour, in cui è praticamente impossibile garantire il distanziamento di un metro tra i ragazzi seduti. Anche gli spazi comuni come i corridoi, le palestre e i laboratori sono spesso locali rimediati ma certamente non ampi da garantire l'idoneo distanziamento. Come si può pensare di riaprire, in queste condizioni, le scuole al 100% salvando capre e cavoli, più che di opportunità si dovrebbe parlare di inopportunità”, ha dichiarato.

Pensare un piano per settembre

"Sarebbe opportuno - ha proseguito il presidente di ANP-Lazio -, lasciando le cose così come stanno perché garantiscono la tranquillità degli studenti e delle famiglie per la chiusura dell'anno scolastico in corso ormai imminente, pensare ad un piano per la ripresa del nuovo anno scolastico a settembre. L'auspicio è che nel Recovery fund la scuola abbia un posto di rilievo perché d'importanza strategica non solo per la ripresa del paese ma anche per il futuro di tutta la nazione. La scuola - ha concluso Rusconi - ha bisogno di progetti che guardano al futuro che tengano conto delle trasformazioni sociali, economiche e del mondo del lavoro prodotte dalle tecnologie digitali. Per dare speranze ai nostri giovani studenti dobbiamo innanzitutto offrire loro opportunità sulla base di prospettive e di progetti concreti e non di frasi che creano soltanto false aspettative".

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