Roma, catturati i due detenuti evasi dal carcere di Rebibbia

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I prigionieri, fuggiti lo scorso 3 giugno dalla casa di reclusione, sono stati arrestati in provincia di Pisa, nel primo pomeriggio di oggi, dagli uomini del Nucleo Investigativo Centrale della polizia penitenziaria e dai carabinieri

Sono stati catturati in provincia di Pisa Davad Zukanovic (40enne di Olbia) e Lil Ahmetovic (46enne nato in Croazia), i due detenuti di origini nomadi evasi il 3 giugno scorso dalla casa di reclusione romana di Rebibbia. L'arresto, avvenuto intorno alle 13.30 di oggi, è stato eseguito da uomini del Nucleo Investigativo Centrale della polizia penitenziaria e dai carabinieri.

L'arresto

A quanto ricostruito, i due detenuti, dopo aver trascorso qualche giorno nella provincia di Roma, si erano diretti nella cittadina toscana a bordo di un'auto di grossa cilindrata rubata all'interno di una concessionaria della Capitale. Al momento dell'arresto, uno dei due ha aggredito fisicamente un carabiniere, che ha riportato lesioni guaribili in pochi giorni. Uno dei due ammanettati risulta inoltre essere un familiare di un componente della banda arrestata la scorsa settimana dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Frascati per aver commesso numerosi furti in esercizi commerciali durante il periodo del lockdown. Sono stati associati dal Nic della casa circondariale di Pisa.

Bonafede: “Polizia Penitenziaria ed eccellenze hanno dimostrato loro valore”

Soddisfazione è stata espressa dal Ministro della Giustizia Bonafede: "Ancora una volta la Polizia Penitenziaria e le sue eccellenze, come il Nic, hanno dimostrato il loro valore. Mi piace sottolineare la buona collaborazione avuta con l'Arma dei Carabinieri".

L’evasione

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Per i due detenuti evasi, l'allarme era scattato poco prima delle 12 dello scorso 3 giugno. La fuga, a quanto trapelato, sarebbe avvenuta nella notte. Secondo quanto ricostruito, i soggetti avrebbero segato le sbarre della cella e si sarebbero calati nel cortile "con una manichetta dell'acqua" (secondo il Sappe, ossia il Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria), per poi scavalcare il muro di cinta.

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