Caso Orlandi, Vaticano archivia procedimento su cimitero Teutonico

Lazio

Lo rende noto un comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, nel quale si spiega che i frammenti ossei rinvenuti sono databili a un'epoca anteriore alla scomparsa della donna: i più recenti, infatti, risalgono ad almeno cento anni fa 

"Il procedimento relativo alla presunta sepoltura in Vaticano, presso il cimitero Teutonico, dei resti di Emanuela Orlandi, è stato archiviato dal Giudice Unico dello Stato della Città del Vaticano, che ha integralmente accolto la richiesta dell'Ufficio del Promotore di Giustizia". Lo rende noto un comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, che spiega: "I frammenti rinvenuti sono databili ad epoca anteriore alla scomparsa della povera Emanuela: i più recenti risalgono ad almeno cento anni fa. Ma la famiglia potrà fare ulteriori accertamenti".

L'avvocato del fratello: "Non vedo piena collaborazione"

"Non vedo uno spirito di piena collaborazione", commenta Laura Sgrò, l'avvocato di Pietro, il fratello di Emanuela che dal giorno della scomparsa cerca la verità sulla vicenda. L'avvocato contesta che il perito del Vaticano "si è limitato ad un esame visivo e non ha accettato nessuna delle indicazioni dei nostri esperti" e sottolinea quanto siano onerose le indagini e quanto sia complicato per la famiglia e i suoi periti, in piena emergenza coronavirus, recuperare i frammenti per questi esami. "La cosa certa è che non ci fermiamo. Passata questa emergenza sanitaria legata al Covid-19 torneremo a insistere - annuncia Sgrò - e andare avanti. Non possiamo lasciar correre in questa maniera la vicenda dopo tutto il dolore indicibile che questa famiglia vive da oltre 36 anni".

Il fascicolo

Il fascicolo era stato aperto nell'estate scorsa, dopo la denuncia dei familiari della giovane scomparsa nel 1983 (LA STORIA), a seguito della quale il Promotore di Giustizia, Gian Piero Milano, ed il suo aggiunto, Alessandro Diddi, avevano autorizzato l'accesso a due tombe ubicate all'interno del Cimitero Teutonico, poi risultate vuote. In quel contesto istruttorio, un "ulteriore accertamento disposto dai Magistrati aveva portato al rinvenimento, in un locale sotterraneo all'interno del complesso cimiteriale, di migliaia di frammenti ossei di diversa epoca ed origine. Le verifiche su tali reperti, effettuate dal prof. Giovanni Arcudi, Perito di Ufficio, alla presenza dei consulenti della famiglia Orlandi, hanno portato a concludere che i frammenti rinvenuti sono databili ad epoca anteriore alla scomparsa della povera Emanuela: i più recenti risalgono ad almeno cento anni fa", spiega la nota della Santa Sede. Da questi risultati è giunta la "richiesta di archiviazione, che chiude uno dei capitoli della triste vicenda, nella quale le Autorità vaticane hanno offerto, sin dall'inizio, la più ampia collaborazione. In questo spirito, il provvedimento di archiviazione lascia alla famiglia Orlandi di procedere, privatamente, ad eventuali ulteriori accertamenti su alcuni frammenti già repertati e custoditi, in contenitori sigillati, presso la Gendarmeria", conclude la nota.

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