Morì dopo un pestaggio davanti a un bar a Mentana, aggressore condannato a sei anni

Lazio

I giudici d'appello hanno confermato la sentenza già pronunciata dal gup di Tivoli a fine marzo scorso, dopo il processo col rito abbreviato. L'uomo è stato condannato per omicidio preterintenzionale

È stato condannato a sei anni di carcere per omicidio preterintenzionale il 33enne G.M., accusato di aver aggredito con due pugni al volto Mauro Ruggeri, il 54enne trovato in fin di vita fuori da un bar a Mentana e poi morto il giorno dopo in ospedale. Dopo aver ricevuto i due pugni l'uomo era caduto all'indietro e aveva battuto la testa sull'asfalto. I giudici d'appello hanno confermato la sentenza già pronunciata dal gup di Tivoli a fine marzo scorso, dopo il processo col rito abbreviato. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, alla base della lite ci sarebbe stato un debito di 200 euro, presumibilmente per droga, che la vittima doveva al giovane.

I soccorsi

Poco dopo l'una di notte del 30 marzo 2018 i carabinieri di Mentana sono giunti nei pressi di un bar della zona, dopo che il proprietario aveva segnalato schiamazzi. Una volta giunti sul posto i militari hanno trovato un'ambulanza e il personale medico intento a dare soccorso a Ruggeri, che si era recato al bar come di consueto per consegnare prodotti dolciari. Il 54enne è stato portato all'Ospedale Sant'Andrea, dove è morto qualche ora dopo. In tarda mattinata l'aggressore si è presentato spontaneamente dai carabinieri, accompagnato dalla madre e dal suo avvocato, e ha chiesto di rendere dichiarazioni per fare luce sulla vicenda.

Il racconto dell'aggressione

Secondo quanto si è appreso, il enne ha dichiarato che Ruggeri era suo amico da tempo perché facevano parte della stessa congregazione religiosa e che qualche settimana prima gli aveva chiesto in prestito 200 euro. Sollecitato alla restituzione dei soldi, non aveva mai risposto. Si sono quindi incontrati per chiarire tutto di persona. Ha raccontato di essere andato in quel bar, essersi appostato in attesa che Ruggeri arrivasse col furgone e averlo affrontato. Il suo intento era quello di prenderlo a parolacce e di mortificarlo, ma una risposta sbagliata gli ha fatto perdere la calma e ha sferrato i due pugni che hanno fatto cadere a terra Ruggeri. Poi, secondo quanto raccontato, è stato lo stesso aggressore a prestare i primi soccorsi, prima di allontanarsi dopo l'avvio dell'ambulanza verso l'ospedale. Portato a processo con l'accusa di omicidio volontario, l'uomo si è visto riqualificare in omicidio preterintenzionale l'iniziale imputazione.

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