Raid Roxy Bar, Antonio Casamonica condannato a 6 anni

Lazio
L'aggressione al bar (ANSA)

Ha ricevuto un anno di riduzione di pena. È accusato di concorso in lesioni, violenza privata e minacce aggravate dal metodo mafioso

Antonio Casamonica è stato condannato a sei anni di reclusione per il raid punitivo al Roxy bar del primo aprile 2018, ricevendo un anno di riduzione di pena. La Prima corte di appello ha condannato il rampollo del clan attivo nella zona della Romanina, nella periferia della Capitale, per concorso in lesioni, violenza privata e minacce aggravate dal metodo mafioso. In primo grado Casamonica era stato condannato a 7 anni di reclusione.

L'aggressione

Il fatto era accaduto nel giorno di Pasqua in via Salvatore Barzilai, quando due uomini, appena entrati nel bar, avevano offeso e aggredito prima una giovane disabile, che li aveva ripresi per il loro comportamento ed era stata presa a cinghiate, e poi il barista, titolare del locale, un 39enne di origine romena. L'aggressione, secondo l'ipotesi accusatoria, era stata compiuta come ritorsione per non essere stati serviti subito.

La sindaca Raggi: "Vicini a chi non si piega davanti alla mafia"

"La sentenza di corte d'appello conferma la condanna di Antonio Casamonica e soprattutto conferma che l'aggressione è stata di stampo mafioso. Noi siamo come sempre accanto ai cittadini onesti come Roxana che ci ha messo la faccia da subito denunciando, e non si è mai tirata indietro", ha spiegato la sindaca di Roma, Virginia Raggi, lasciando la corte d'appello dopo la sentenza. "Noi siamo stati vicino a lei e continuiamo a esserlo con tutti quei cittadini che non si piegano davanti alla criminalità e davanti alla mafia", ha concluso la sindaca.

Morra: "È stata fatta giustizia"

"Oggi giustizia è stata fatta per la grave aggressione avvenuta al Roxy bar - ha sottolineato Nicola Morra, presidente della Commissione parlamentare Antimafia -, coraggiosamente denunciata da Roxana, una vera eroina civile e cittadina modello. L'aggravante mafiosa confermata in appello dimostra ancora una volta la gravità del fenomeno mafioso nella Capitale. Tuttavia i cittadini - ha aggiunto - reagiscono e il mio sincero senso di gratitudine va alla sindaca Raggi, che anche oggi era presente in aula alla lettura della sentenza. A mia memoria non ricordo un primo cittadino di Roma così presente al fianco dei cittadini che lottano contro le mafie. Roxana e Virginia sono l'esempio di donne coraggiose di cui dobbiamo essere per davvero fieri".

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