Roma, imprenditore sequestrato a scopo di estorsione: 4 arresti

Lazio
Foto di archivio

L'uomo è stato portato in un magazzino, privato del telefono e minacciato perché firmasse i documenti per il riconoscimento di un debito non dovuto e un contratto preliminare di vendita relativo a una tabaccheria 

Quattro persone, ritenute coinvolte nel sequestro di persona a scopo di estorsione di un imprenditore romano, sono state raggiunte da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Roma ed eseguita dagli uomini del Comando provinciale della guardia di finanza. Agli indagati viene contestato anche l'utilizzo del "metodo mafioso".

Il sequestro e il ricatto

Gli arrestati sono i fratelli Niko e Danilo Coglitore, rispettivamente di 30 e 32 anni, Damiano Pontoni, di 32 anni, e Riccardo Lucantoni di 31 anni, tutti originari di Cerveteri (Roma). Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma e originate dalla denuncia della vittima, hanno permesso di ricostruire l'episodio di violenza subito dall'uomo, che aveva preso in gestione da uno degli arrestati un bar nel rione Borgo a Roma. Invitato presso l'esercizio commerciale dopo essere stato estromesso dall'attività, l'imprenditore è stato portato nei locali adibiti a magazzino, privato del telefono e minacciato perché firmasse i documenti per il riconoscimento di un debito non dovuto e un contratto preliminare di vendita relativo a una tabaccheria, ubicata nella stessa zona, amministrata insieme ai propri familiari.

“Contatti con figure di spicco della criminalità romana"

Nel corso delle indagini, secondo gli investigatori, è stato documentato un ulteriore episodio estorsivo per ottenere la firma di alcune cambiali relative al pagamento di un fornitore del bar. Il tentativo di estorsione sarebbe avvenuto in un locale pubblico ed è stato interrotto dall'intervento di alcune persone presenti. In entrambi gli episodi per intimidire la vittima, gli indagati "hanno evidenziato la propria 'esperienza' nell'esecuzione di azioni violente, anche mediante l'uso di armi nella loro disponibilità, nonché contatti con figure di spicco della criminalità romana", spiega la Gdf in una nota.

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