Lazio, giunta regionale approva il Piano rifiuti 2019-2025

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Immagine di archivio (Agenzia Fotogramma)

Uno dei punti più importanti del testo riguarda l'introduzione del sub-ambito di Roma Capitale, per cui è prevista "l'autosufficienza impiantistica per il trattamento e lo smaltimento" 

Nel pomeriggio di venerdì 2 agosto, la giunta regionale del Lazio ha approvato il Piano rifiuti 2019-2025. Tra i punti più importanti c'è l'utosufficienza di Roma nella gestione dei rifiuti con impianti per il trattamento e lo smaltimento, ovvero con una discarica di servizio. Inoltre, è previsto l'innovativo presidio industriale di Colleferro, la raccolta differenziata al 70% nel Lazio entro il 2025, legalità e investimenti regionali per sostenere Comuni e aziende pubbliche nella realizzazione di impianti per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti. Il testo, che si basa sullo sviluppo dell'economia circolare, prevede il riequilibrio territoriale del fabbisogno impiantistico in ogni ambito territoriale ottimale provinciale, con l'introduzione del sub-ambito di Roma Capitale: qui deve essere prevista "l'autosufficienza impiantistica per il trattamento e lo smaltimento", cioè impianti e discarica di servizio.

Il 'faro' è l'economia circolare

La Regione, con il nuovo piano, intende superare l'approccio dell'economia lineare in cui la produzione genera rifiuti che vanno trattati e smaltiti, per passare invece a un'economia circolare che punta alla riduzione dei rifiuti e ad un recupero di materia. Politiche attive e nuovi investimenti permetteranno di favorire la riduzione della produzione di rifiuti e lo sviluppo dell'economia circolare: accordi con la grande distribuzione organizzata per la riduzione degli imballaggi, contrasto del consumo della plastica monouso, introduzione della tariffa puntuale, secondo il principio 'meno si inquina e meno si paga', contributi per la creazione di isole ecologiche e centri di compostaggio nei Comuni del Lazio (che negli ultimi anni hanno già ricevuto oltre 87 milioni di euro dalla Regione).

6 milioni per impianti di mano pubblica

Per contribuire a colmare il gap impiantistico, la Regione stanzierà circa 6 milioni di euro, che verranno messi a disposizione di Comuni e aziende pubbliche del settore, attraverso un bando pubblico, per la realizzazione di impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti. I 6 milioni, ha spiegato l'assessore ai Rifiuti, Massimiliano Valeriani, sono stati sanziati per il solo 2019 e non è escluso che, se la risposta da parte dei soggetti pubblici dovesse essere positiva, possano arrivarne altri.

Autosufficienza di Roma nella gestione dei rifiuti

Il Piano, inoltre, punta al riequilibrio territoriale degli impianti e all'autosufficienza del Lazio nella chiusura del ciclo dei rifiuti. Sono previsti cinque ambiti territoriali ottimali (Ato), uno per ogni provincia. "Per garantire però un concreto e doveroso equilibrio impiantistico - è stato spiegato - è necessario definire un sub-ambito di Roma Capitale, nel quale prevedere l'autosufficienza impiantistica per il trattamento e lo smaltimento. La città di Roma registra una raccolta differenziata al 44,5%, per la prima volta inferiore alla media della raccolta differenziata del Lazio, che ha raggiunto il 45,5%, mentre produce il 60% dei rifiuti dell'intero territorio regionale e smaltisce il 100% di quelli indifferenziati, trattati in impianti fuori dai confini comunali. Un peso gravato finora sulle altre comunità del Lazio, che hanno fornito un prezioso supporto al sistema di trattamento e smaltimento dei rifiuti della Capitale".

70% di raccolta differenziata entro il 2025

L'altro obiettivo dichiarato, poi, è quello di raggiungere il 70% di raccolta differenziata nel Lazio entro il 2025. Nei prossimi mesi verranno investite ulteriori risorse per sostenere i Comuni nell'applicazione della Tarip (la tariffa puntuale che consente di pagare il servizio di raccolta rifiuti in base al volume della spazzatura indifferenziata prodotta, arriverà per il 2020), nella creazione di isole ecologiche e di centri di compostaggio. Saranno promosse agevolazioni per imprese e Comuni che riducono la produzione di rifiuti, verrà favorita la realizzazione di centri per il riuso, oltre ad una serie di misure e di iniziative per tutte le tipologie di rifiuti.

Tutti gli impianti videosorvegliati

"Stanziamo 1 milione a sostegno della videosorveglianza sull'impiantistica. Sono tanti soldi, visto quanto costano poco oggi simili impianti. Vogliamo che tutta l'impiantistica del Lazio sia sotto videosorveglianza", le parole del presidente della Regione, Nicola Zingaretti. Inoltre, dopo gli incendi che si sono registrati (Tmb Salario l'ultimo caso) e gli illeciti nella gestione del ciclo dei rifiuti, si è deciso di affiancare al piano rifiuti regionale il piano triennale di prevenzione della corruzione 2019-2021, che è stato approvato proprio oggi dalla giunta.
"Uno strumento - è stato spiegato - che sarà un aiuto importante nella gestione delle attività amministrativa a valle della cornice disegnata dal piano di gestione dei rifiuti, in particolare ai procedimenti autorizzativi da concedere e per quelli da rinnovare, oltre alla realizzazione di nuove strutture di trasformazione o trattamento sul territorio regionale".

Nel 2021 nuovo sito 'green' a Colleferro

Ricompresa anche la dismissione del termovalorizzatore di Colleferro, assegnando a LazioAmbiente la progettazione di un nuovo presidio industriale, in cui sarà possibile eseguire processi di lavorazione senza alcuna combustione per estrarre materie dai rifiuti in uscita dai Tmb. Il nuovo complesso vedrà la luce nel 2021. La Regione, in qualità di socio unico, ha recentemente approvato il bilancio 2018 di LazioAmbiente. Il primo semestre del 2019 evidenzia un utile di esercizio di circa 6 milioni di euro a fronte di una perdita di 4 milioni di euro registrata nello stesso periodo dell'anno precedente. Completata la fase di risanamento economico, LazioAmbiente sarà ora impegnata nell'adozione del piano industriale, che comprenderà anche la progettazione del nuovo compound di Colleferro, per poi essere ceduta dalla Regione e messa sul mercato, come prevede la Legge Madia. Obiettivi strategici per la cessione delle azioni di LazioAmbiente spa detenute dalla Regione Lazio saranno la salvaguardia dei livelli occupazionali, l'equilibrio economico-finanziario della società, la protezione del know how e degli asset industriali e la condivisione del processo con Enti e Istituzioni interessate.

Zingaretti: "L'ordinanza ha funzionato"

"Sono contento che l'ordinanza regionale sui rifiuti a Roma abbia funzionato. In circa un mese sono scomparsi dalle strade in maniera evidente le montagne di rifiuti e bisogna lavorare ancora". Così Nicola Zingaretti in conferenza stampa. "E' stata molto contesa e discussa - ha aggiunto - abbiamo agito in stretto coordinamento con il ministero dell'ambiente, all'indomani dell'allarme delle Asl. E' stata rischiosa ma oggi possiamo dire che ha prodotto e sta producendo risultati. Roma non è più nelle condizioni indecenti del 5 luglio, anche perché Ama ha rispettato le indicazioni contenuti dall'ordinanza. Sono state raccolte oltre 90 mila tonnellate di rifiuti urbani, è stato attivato il tritovagliatore di Ostia, noleggiati impianti simili, messi su strada circa 500 cassonetti, ci sarà un bando per acquistarne 12 mila. Ringrazio il management e lavoratori dell'Ama, e ovviamente ringrazio i cittadini e i sindaci del Lazio che hanno aiutato con generosità. L'ordinanza - ha concluso Zingaretti - scadrà il 30 settembre, mi auguro che Campidoglio e Ama avranno trovato le soluzioni per la Capitale. Il ministero è impegnato per il trasporto all'estero, importante tassello per la sostenibilità".

"Inceneritori? Non sono in piano, ma dipende"

Il presidente della Regione Lazio ha parlato anche della possibilità di creare nuovi inceneritori: "Se servono nuovi inceneritori nel Lazio? Dipende da quello che succede. Se la differenziata cala, i rifiuti non vengono ridotti... Non c'è la bacchetta magica. Il Lazio deve arrivare al 70% di differenziata, dobbiamo arrivare alla riduzione dei rifiuti prodotti, se la sfida sarà raccolta dai sindaci, lo vedremo tra due-tre anni, il ciclo sarà totalmente ecosostenibile. Penso che nessun sindaco si auguri di arrivare a un inceneritore ma è un obiettivo, è una sfida. Se da domani Roma e i Comuni del Lazio cominciano a non fare più la raccolta differenziata e non si diminuisce la quantità rifiuti prodotti comincia a entrare in tilt tutto".

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