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Roma, l'elemosiniere: “I sigilli strappati? L'ho fatto per i bambini”

4' di lettura

Così il cardinale Krajewski risponde a Matteo Salvini, che oggi ha ribadito: "Sostenere l'irregolarità non è mai un buon segnale". Intanto Areti, società di Acea che gestisce la rete di distribuzione a Roma, ha presentato un esposto contro ignoti per l'allaccio abusivo

"Da questo momento, da quando è stato riattaccato il contatore, pago io, non c'è problema. Anzi, pagherò anche le sue, di bollette". Così il cardinale Konrad Krajewski risponde in un’intervista al Corriere della Sera al vicepremier, Matteo Salvini, che ha contestato il prelato per aver riattivato la corrente elettrica in un palazzo occupato in via Santa Croce in Gerusalemme 55, a Roma, al buio e senza acqua calda da giovedì 6 maggio scorso. Salvini aveva esortato il cardinale a pagare lui stesso i 300mila euro di bollette arretrate dello stabile, cui è stata disattivata l'utenza per morosità. Oggi il ministro degli Interni ha ribadito la propria posizione: "Sostenere l'irregolarità non è mai un buon segnale".
Intanto, Areti, la società di Acea Energia che gestisce la rete di distribuzione a Roma, secondo quanto riferisce l'ANSA, avrebbe presentato l'esposto contro ignoti alle forze dell'ordine per l'allaccio effettuato dal cardinale Krajewski. L'atto è dovuto perché l'allaccio è abusivo e, sostanzialmente, il reato che si prefigura è quello di furto di energia.

Le parole dell'elemosiniere del Papa

"Non voglio che diventi una cosa politica - sostiene Krajewski -. Io faccio l'elemosiniere e mi preoccupo dei poveri, di quelle famiglie, dei bambini. Intanto, hanno luce e acqua calda, finalmente. Adesso tutto dipende dal Comune, aspettiamo che riaprano gli uffici". E ancora: "Mi assumo tutta la responsabilità. E non devo dare spiegazioni, c'è poco da darne", prosegue l'elemosiniere. "Ci ricordiamo cosa accadde l'ultima volta che ci fu un blackout a Roma? Mancò la luce per poche ore e fu un dramma. Ecco, adesso s'immagini cosa può significare restare senza luce per sei giorni. Ci sono quasi cinquecento persone, in quel palazzo, un centinaio di bambini. Conosco la situazione da tanto tempo. Dal Vaticano mandavamo l'ambulanza, i medici, i viveri. Stiamo parlando di vite umane". "Questo non è certo l'unico caso", prosegue il cardinale. "Sgomberi, famiglie che non hanno un posto dove andare, gente che fatica a sopravvivere. Roma è anche questo, basta andare a farsi un giro nelle nostre stazioni. Dove sono finiti i diritti umani dell'Europa? Se qualcuno non capisce questo, provi a staccare la corrente a casa sua per qualche ora e vedrà che cosa vuole dire", conclude Krajewski.

La risposta di Matteo Salvini

"Sostenere l'irregolarità non è mai un buon segnale". Così il ministro degli Interni, Matteo Salvini, commenta l'iniziativa dell'elemosiniere. "Visto che ci sono tanti italiani e anche immigrati regolari che, anche se con difficoltà, le bollette le pagano... Ognuno fa quello che vuole, io da ministro dell'Interno garantisco le regole. Se in Vaticano vogliono pagare le bollette a tutti gli italiani in difficoltà - ha aggiunto - ci diano un conto corrente".
E ancora: "C'è un piano di sgomberi in tutta Italia che le prefetture stanno già portando avanti, perché la proprietà privata è sacra a prescindere da quello che fa questo o quel cardinale", aggiunge Salvini parlando ai microfoni di Radio24. "Quel palazzo - continua il vicepremier - mi risulta essere di proprietà dell'Inps, che si occupa di pensionati". Al cardinale, che ha detto ironicamente che pagherà le bollette anche al ministro, il vicepremier replica che "Salvini le sue bollette se le paga".

L'associazione Spin Time: "Pronti ad autodenunciarci tutti"

"Nel caso in cui l'elemosiniere del Papa venisse denunciato, siamo pronti ad autodenunciarci tutti". Lo annuncia Andrea Alzetta, membro dell'associazione Spin Time, che ha sede nel palazzo occupato e gestisce gli alloggi e le attività organizzate all'interno. "Il cardinale Krajweski ha obbedito al Vangelo - aggiunge Alzetta -. Ha guardato prima ai bisogni delle persone che soffrono. La legalità se non è collegata alla giustizia sociale è un contenitore vuoto".

La fornitura elettrica del palazzo occupato

Il contratto che regolava la fornitura di energia elettrica nello stabile occupato era "di salvaguardia": si tratta, spiegano fonti di Hera Comm, società emiliana attiva sul mercato libero anche a Roma e titolare del contratto intestato all'immobiliare proprietaria del palazzo, di un servizio che permette ai clienti, che si trovano senza un fornitore di energia elettrica a mercato libero, di continuare a ricevere la fornitura, purché regolari nel pagamento delle bollette. Questi contratti vengono aggiudicati dopo una gara pubblica e Hera Comm era risultata aggiudicataria della gara per il servizio di salvaguardia elettrica nella regione Lazio. Dal momento dell'attivazione della fornitura, tuttavia, nessuno dello stabile Spin Time ha pagato le relative bollette. Per questo Hera ha ordinato ad Areti di interrompere la fornitura e la controllata di Acea ha eseguito, così come prevede la legge. Una settimana fa, al momento del distacco, Hera aveva annunciato che il servizio sarebbe stato ripristinato "quando le bollette saranno pagate". Adesso, quindi, a valle della manovra potenzialmente pericolosa se non effettuata da personale abilitato, l'elettricità arriva con un prelievo indebito ai danni della stessa Acea. 

Data ultima modifica 13 maggio 2019 ore 13:07

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