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Roma, elemosiniere del Papa riattacca la corrente in palazzo occupato

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6' di lettura

Nell'immobile di via Santa Croce in Gerusalemme vivono circa 400 persone. I contatori erano stati staccati per morosità. "È stato un gesto disperato. C'erano famiglie senza neanche la possibilità di far funzionare i frigoriferi", dice il cardinale Konrad Krajewski

Il cardinale elemosiniere Konrad Krajewski, 'braccio' caritativo del Papa che interviene nei casi di disagio a Roma e non solo, ha riattivato la luce elettrica a SpinTime, nel palazzo occupato in via Santa Croce in Gerusalemme 55, al buio e senza acqua calda da giovedì 6 maggio. La società di fornitura di energia, Hera, ha infatti staccato la corrente per morosità. Il debito accumulato dal 2013, anno di inizio dell'occupazione dell'ex sede Inpdap, ammonterebbe a oltre 300mila euro. La corrente è stata riattivata attorno alle 22 di ieri, sabato 11 maggio, ma immediatamente la società elettrica che gestisce l'infrastruttura si è accorta dell'anomalia ed è giunta sul posto scortata da alcune camionette della polizia. Gli occupanti, al grido di "senza luce non si vive", hanno presidiato in massa la cabina elettrica fino alle 3 di notte circa, quando le forze dell'ordine hanno abbandonato lo stabile.

Le parole di Konrad Krajewski

"Sono intervenuto personalmente, ieri sera, per riattaccare i contatori. È stato un gesto disperato. C'erano oltre 400 persone senza corrente, con famiglie, bambini, senza neanche la possibilità di far funzionare i frigoriferi - ha spiegato il cardinale -, non l'ho fatto perché sono ubriaco".

Lo stabile occupato

Lo stabile di Via di Santa Croce è stato occupato il 12 ottobre 2013 dal movimento 'Action' a scopo abitativo. Dentro il palazzo ci sono anche un'osteria, un laboratorio di birra artigianale, una falegnameria, una sala prove e "un punto di approdo, aperto a tutti, attento ai giovani, agli ultimi e ai più bisognosi", spiegano gli occupanti. Secondo quanto si apprende, il Campidoglio non salderà le bollette della luce arretrate. Nel pomeriggio c'è anche stata una telefonata tra la sindaca Virginia Raggi e il prefetto Gerarda Pantalone. Le due rappresentanti istituzionali avrebbero condiviso le informazioni in loro possesso sull'immobile.

L'appello degli occupanti dello stabile

Il cardinale Krajewski, di ritorno dall'isola greca di Lesbos dove ha portato la solidarietà del Pontefice ai profughi visitando il campo di Moria, ha risposto all'appello del 10 maggio degli occupanti dello stabile. "Siamo senza acqua e luce da tre giorni - dicevano in una nota gli attivisti di SpinTime Labs, tra coloro che occupano lo stabile ex Inpdap -. Qui vivono 420 persone (tra cui 98 minorenni) e ci sono 25 realtà culturali. Ma non sarà certo il buio a fermarci. Questo è un'appello alla città di Roma". Il comunicato proseguiva incitando alla partecipazione "con torce e ogni fonte di luce possibile ad una serata a sostegno di chi si fa strada tra il buio creato da chi alimenta odio, razzismo e disparità".

Il racconto del presidente di SpinTime

"Siamo increduli, quello che è successo la scorsa notte è qualcosa di incredibile. Non possiamo fare altro che ringraziare il cardinale". Ha esordito così Paolo Perrini, presidente di Spin Time, l'associazione del palazzo Ex Inpdap occupato in via Santa Croce di Gerusalemme, commentando l'iniziativa del cardinale polacco Konrad Krajewski. "Il cardinale, che già in passato è stato nostro ospite perché viene a prendersi cura di anziani, malati e bambini che vivono nella struttura - ha raccontato Perrini -, era arrivato nel pomeriggio di ieri, verso le 17, a bordo di un furgone carico di regali per i più piccoli. Sapeva che eravamo da tre giorni senza corrente. Appena giunto ha chiamato al telefono in prefettura e al Comune di Roma chiedendo di riattivare, entro le 20, l'energia elettrica altrimenti lo avrebbe fatto lui stesso. E così è stato. Alle 20:15 circa, il cardinale è tornato, ci ha spiegato che era competente di energia elettrica perché prima di prendere i voti, in Polonia, aveva lavorato nel settore, ha di nuovo chiamato le autorità cittadine per esplicitare il suo intento, poi si è calato nella buca dove c'è il nostro impianto di media tensione, ha attuato una serie di manovre, come si usa nel gergo tecnico, e la luce è tornata. Non so bene come abbia fatto, ma lo ha fatto". Il fatto che, "dopo 5 giorni in cui 450 persone, tra cui minori, hanno vissuto senza luce nel centro di Roma, è dovuto intervenire l'Elemosiniere del Papa per risolvere il problema - ha concluso Perrini - dimostra quanto siano deboli la politica e le amministrazioni nel risolvere i problemi della gente".

Stabile ora di proprietà dell'Inps

Lo stabile, spiega ancora Perrini, è ora di proprietà dell'Inps: "Il palazzo fu occupato a fini abitativi, sociali e culturali 6 anni fa. Oggi i 16.800 mq che compongono la struttura sono così utilizzati: 11.000 mq per uso abitativo da parte di famiglie di 18 nazionalità, gli altri 5.000 per servizi sociali, culturali e formativi aperti a tutta la città. C'è anche un laboratorio di restauro di opere sacre delle Basiliche di San Giovani e Santa Croce", conclude.

Salvini: "Elemosiniere paghi anche le bollette arretrate"

"Conto che l'elemosiniere del Papa, intervenuto per riattaccare la corrente in un palazzo occupato di Roma, paghi anche i 300mila euro di bollette arretrate", ha detto Matteo Salvini, ministro degli Interni, durante un comizio elettorale a Bra (Cuneo), sul caso. "Penso che voi tutti, facendo sacrifici le bollette le pagate", ha detto rivolgendosi ai presenti. "Se qualcuno è in grado di pagare le bollette degli italiani in difficoltà siamo felici...". "Stiamo approfondendo la situazione - ha aggiunto Salvini - abbiamo chiesto informazioni al Comune, alla Questura e alla Prefettura".

Presidente Municipio: aperti a confronto

"Fin dal primo momento abbiamo ribadito che davanti a 450 persone private da un momento all'altro della luce elettrica la priorità non poteva che essere una sola: restituire la luce e la dignità a queste persone. Per questo ringraziamo la straordinaria azione promossa dal Vaticano". Questa la dichiarazione della Presidente del Municipio Roma I Centro e dell'assessore alle Politiche Sociali, Emiliano Monteverde. "Nei prossimi giorni - concludono Alfonsi e Monteverde in una nota - saremo a disposizione per aprire un tavolo che permetta di regolarizzare la situazione degli arretrati con la stipula di regolare contratto di fornitura elettrica. Un tavolo che potrà essere occasione per aprire un confronto strutturale tra tutti i soggetti coinvolti per costruire un progetto di rigenerazione insieme a una comunità che ha saputo coinvolgere diverse realtà del territorio, come dimostrato dalle manifestazioni di solidarietà pervenute in questi giorni dal mondo della cultura, dalle associazioni dei genitori, fino ad arrivare alle parrocchie". 

Data ultima modifica 12 maggio 2019 ore 19:59

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